Aneddoti e Curiosità
Verdi conserverà per tutta la vita il fascicolo riguardante la sua richiesta di ammissione al Conservatorio milanese - datata 22 giugno 1832 - legato con una fascetta, sulla quale aveva scritto di suo pugno: "fu respinta!". Così, quando nel 1900, l’allora Ministro della pubblica istruzione Guido Baccelli si rivolgerà a Verdi perché il maestro consenta a intitolare, con il suo nome, il Conservatorio, ne avrà un gentile ma netto rifiuto. E Verdi commenterà: "Non mi hanno voluto da giovane, non mi avranno da vecchio!".
Di carattere ruvido (del quale ogni tanto amava compiacersi ricordando le sue origini contadine) e anche un po’ misantropo, fece seppellire il proprio cagnolino nel giardino della villa di Sant’Agata (presso Busseto, tuttora visitata quotidianamente da turisti e appassionati) , con un cippo recante la scritta: “In memoria di un vero amico”. Luoghi
Teatro dei Filodrammatici:
Lavigna gli permise di partecipare alle prove di una orchestra di dilettanti con la quale, nel 1834, durante un concerto di beneficenza, in qualità di maestro al cembalo e in coincidenza con l’assenza casuale del maestro titolare, eseguì l’oratorio La creazione di Joseph Haydn;
Teatro alla Scala:
Dove fu rappresentata la prima opera di Giuseppe Verdi “Oberto conte di San Bonifacio”, grazie all’intercessione di Giuseppina Strepponi che convinse Bartolomeo Merelli. Inoltre venne eseguita la prima rappresentazione di Un giorno di regno e fu rappresentato il Nabucco;
Chiesa di San Marco: Dove 22 maggio 1874 venne eseguita la “Messa di Requiem” che Verdi aveva composto in onore di Alessandro Manzoni, scomparso l’anno prima. L'evento segnò profondamente la vita del Maestro, seguirono gli “anni del silenzio” in cui pareva fosse scomparso in Verdi ogni stimolo creativo;
Piazza Buonarroti, 29: Si Trova la Casa di Riposo per Musicisti fondata da Verdi;
Hotel Et de Milan in Via Manzoni, 29: Dove Verdi alloggia numerose volte la più importante nel 1887 la sera della prima di Otello. Il 27 gennaio 1901 il Maestro morì all'Hôtel Milan di Milano;
Durante tutto il periodo “milanese”, Verdi fu ospite di molte famiglie dell’aristocrazia milanese, oltre che degli editori Ricordi e Lucca. Come tantissimi altri musicisti, frequentò assiduamente i Salotti e i Caffè letterari di Milano. I più celebri erano quelli della principessa Cristina Belgiojoso Trivulzio, quello della contessa Clara Maffei (1834, in Via dei Tre Monasteri, attuale Via Monte di Pietà), grande amica di Verdi con la quale mantenne per tutta la vita un’amicizia solida, coltivata anche tramite lo scambio di lettere (così come il marito, il celebre poeta Andrea Maffei), quello delle contesse Appiani Marignano, Emilia Morosini e di sua figlia Giuseppina, futura contessa Negroni Prati. Frequentò, inoltre, il Caffè Martini (in piazza della Scala);
Verdi frequentò molto anche Villa Maffei a Clusone, nel bergamasco, dove un busto di bronzo, nei pressi della villa, ricorda oggi la presenza del Maestro;
Nel gennaio 1901, nei tre giorni precedenti la morte di Verdi, la Via Manzoni (dove si trovava l’Hotel che lo ospitava) fu ricoperta di paglia, perché il rumore delle carrozze non disturbasse l’agonia del Maestro;
Casa Barezzi;
Casa Saletti in Via S. Marta, 19;
Casa Dupuy in contrada S. Paolo;
Casa nel quartiere di Porta Ticinese;
Casa in contrada S. Simone (oggi Cesare Correnti);
Casa di riposo per musicisti, Piazza Buonarroti, 29;
Salotto di Cristina Belgioioso Trivulzio;
Salotto di Clara Maffei, Via Monte di Pietà;
Salotto della contessa Appiani Marignano;
Salotto della contessa Emilia Morosini;
Salotto di Giuseppina Negroni Prati;
Caffè Martini, Piazza della Scala. Personaggi
Innanzitutto Margherita Barezzi che Verdi sposò il 5 maggio 1836 a Busseto. Gli sposi partirono per Milano per un breve viaggio di nozze. Poi, il maestro Lavigna con cui perfezionò la sua formazione a Milano.
L’impresario Bartolomeo Merelli che fu anche un suo grande amico.
Alessandro Manzoni, che incontrò nel giugno 1868 e al quale dedicò il suo Requiem. Hayez, che faceva parte della commissione e dell’Accademia di Brera. Pietro Mascagni, che aveva incontrato al Teatro dei Filodrammatici nel 1834.
La cantante Giuseppina Strepponi, inizialmente legata a Bartolomeo Merelli, che divenne nel 1859 la seconda moglie di Verdi.
Fonti e Documenti
Franco Abbiati, Giuseppe Verdi (4 voll.), Ricordi, Milano, 1954.
Garibaldi Franco Temistocle, Giuseppe Verdi nella vita e nell’arte, Firenze: Bemporad, 1904. Marchesi Gustavo, Pasi Mario, Verdi, Parma: G.D.P. Editrice, 1993. Pougin Arthur, Vita aneddotica di Verdi, Firenze: Passigli Editori, 2001. Sabba Marsilio, La vita di Giuseppe Verdi: artistica, aneddotica, popolare, Milano: Soc. Editrice Milanese, 1913. Toye Francis, Giuseppe Verdi: la sua vita e le sue opere, Milano: Longanesi, 1950. |