English

Ariberto d’Intimiano è stato un protagonista indiscusso della storia di Milano, e uno dei massimi esponenti della Chiesa del Medioevo.

Nato verso il 970-80 da Gariardo, figlio di Wipaldo di Antegnano, Ariberto apparteneva ad una potente famiglia della feudalità briantea, detentrice della corte d’Intimiano, presso Cantù, dalla quale traeva il nome.

Avviato alla carriera ecclesiastica, nei decenni iniziali dell’XI secolo ottenne grande visibilità nel partito che sosteneva i diritti alla corona d’Italia dell’imperatore Enrico II contro il marchese Arduino d’Ivrea.

Il 29 marzo 1018 fu eletto arcivescovo con l’appoggio dei capitanei milanesi che erano lo strato superiore dei vassalli.

Di personalità forte e ambiziosa, durante il suo episcopato (1018-1045) Ariberto portò il prestigio della Chiesa ambrosiana a un’altezza ineguagliata, perseguendo il programma di tutela dei suoi diritti e delle sue prerogative, di ricostruzione del suo patrimonio, insidiato dalle usurpazioni della feudalità laica, e di affermazione dell’autorità del suo vescovo.

Oltre che uomo di chiesa e di potere, Ariberto fu anche uno dei più colti mecenati italiani dell’epoca. Dotato di vasta cultura e di un gusto raffinato, aggiornato sui modelli bizantini e ottoniani, egli svolse un’intensa attività di committenza nei più diversi ambiti della produzione artistica (dall’architettura all’oreficeria, dalla pittura monumentale ai codici miniati), contribuendo a mantenere alto il livello della produzione artistica locale e a indirizzare le officine milanesi verso formule innovative e originali, che assicurarono alla metropoli lombarda un posto di primo piano fra i centri artistici d’Europa nella prima metà dell’undicesimo secolo.

Gli imperatori (tra cui Corrado II il Salico) gli riconobbero il primato sugli altri vescovi italiani e importanti concessioni giuridiche e patrimoniali che garantirono a lui e alla chiesa ambrosiana un potere temporale e un prestigio altissimi.

Dopo che venne coinvolto nella lotta tra capitanei e valvassori milanesi, poi tra nobili e cives, perse il controllo della città e fu costretto ad andare in esilio con la fazione nobiliare (1041).

 

In questa guerra (1038-39), Ariberto adottò per la prima volta il Carroccio, come simbolo della città.

Rifugiatosi a Monza, vi rimase fino al dicembre 1044, quando, tornata la pace, poté rientrare in città, ma solo per morirvi il 16 gennaio 1045.

La sua tomba si trova all'interno del Duomo di Milano. 

Professione: Ecclesiastico
Luogo nascita: Capiago Intimiano (Como)
Data nascita: Tra il '970 - '980
Luogo morte: Milano
Data morte: 16/01/1045

Aneddoti e Curiosità

Nell'agosto 1022, in un sinodo di Pavia, presieduto da papa Benedetto VIII e presente l'imperatore, l'arcivescovo milanese pretese di sottoscrivere subito dopo il papa i provvedimenti contro i chierici sposati e concubinari. Per ironia della sorte, Galvano Fiamma, frate domenicano, cappellano di Giovanni Visconti e cronista milanese trecentesco, affermò che l'arcivescovo aveva una moglie di nome Useria, aprendo così presso gli ingenui storici locali un dibattito sulla reale fede celibataria del nostro arcivescovo. Useria, ricca matrona milanese, si era limitata a donare un suo appezzamento fuori Porta Nuova per costruire il monastero di S. Dionigi.

Luoghi

1028 - Sant' Ambrogio:

Intimiano incorona Corrado II il Salico duca di Franconia re d’Italia. Sensibile ai grandi cerimoniali, Ariberto riapre la tomba di S. Ambrogio, che riveste con nuovi tessuti serici orientali (Museo della basilica), e quella di S. Satiro. L'imperatore da parte sua dona all'arcivescovo la sua veste da cerimonia in lino ricamato, con al centro la propria effige. Per l'occasione Ariberto fa decorare con affreschi i sottarchi intorno al presbiterio e forse anche qualche parete, mentre tra i doni dell'imperatore si trovano forse l'aquila e il Cristo in trono oggi sull'ambone;

Chiesa di San Dionigi:

Ariberto fa ristrutturare la Chiesa di San Dionigi che adibisce a luogo della sua sepoltura;

16 ottobre 1036 - Basilica di San Satiro:

Ariberto dà avvio a una ristrutturazione della basilica di S. Satiro. Oltre alla sistemazione della cella e al nuovo programma decorativo, fa rifare la torre campanaria. La consacrazione della rinnovata basilica con parte delle reliquie prelevate dalla salma del santo - al quale aveva tolto un frammento della sua scapola destra - avviene il 16 ottobre 1036;

Duomo di Milano - Tesoro del Duomo

Nel rilancio del culto di S. Satiro, commissiona per la cattedrale il coperchio della custodia dell'Evangeliario oggi nota come Pace di Ariberto, una bella opera di oreficeria nella quale compare S. Satiro accanto al fratello Sant' Ambrogio, e un Sacramentario miniato, detto anch'esso di S. Satiro, prima espressione di arte lombarda;

Museo del Duomo:

Vi si trova il Crocefisso in rame sbalzato, costituito da una croce settecentesca in legno di pioppo a bracci lobati. In basso figura l’arcivescovo Ariberto, colto nell’atto di offrire il modello della Chiesa di San Dionigi. Si tratta probabilmente di un ex-voto, commissionato dopo il felice esito del difficile momento attraversato da Ariberto nel 1037-38, quando era stato arrestato;

 

1043 Area sul retro della Basilica di San Lorenzo (oggi è Piazza della Vetra):

È quello che per secoli fu il campo in cui avvenivano le pubbliche esecuzioni. Inaugurato da Ariberto D’Intimiano che bruciò un'effige dell'Imperatore nel 1043, questo scorcio fu testimone di innumerevoli roghi, specie durante il periodo dell'Inquisizione, il cui tribunale aveva sede poco lontano, in Corso di Porta Ticinese.

Personaggi

Gariardo di Antegnano, il marchese Arduino d’Ivrea, l’Imperatore Enrico II, Corrado II il Salico, Papa Benedetto IX, Enrico III.

Fonti e Documenti

Milano, 25 secoli di storia attraverso i suoi personaggi, Celip, Milano 1998