Aneddoti e CuriositàCollegisse iuvat (è bene raccogliere), il motto che Federico aveva scelto per la sua attività di collezionista, è la radice visionaria di quella Biblioteca Ambrosiana del 1609 che aveva aperto al pubblico un patrimonio sterminato di sapere: circa 30 mila libri a stampa e 14 mila codici. A formarla contribuiscono gli studiosi che Federico invia a fare incetta in Europa e in Asia. Ad arricchirla e a farne un centro di irradiazione culturale contribuiscono i collegi che subito la affiancano, la Pinacoteca, inaugurata un decennio dopo e un’Accademia di pittura.
Federico stesso è autore di un numero sterminato di testi: 283 manoscritti e 127 opere a stampa.
Come dirà il suo biografo Rivola, Federico morì tenendo nella destra il Crocefisso e nella sinistra la penna, a testimonianza della sua instancabile attività di religioso e di scrittore.
Manzoni, nei Promessi sposi, ne esalterà la nobile figura, descrivendolo nel XXII capitolo de I Promessi Sposi nel tragico periodo della peste del 1630.
Luoghi
1564 Casa Borromeo, Piazza Erculea, 11:
E’ il luogo in cui nacque Federico. Oggi ne sopravvivono ancora il portale ad arco a sesto acuto con archivolto di cotto e i profili, sempre in cotto, di due finestre ad arco acuto;
1595-1631 Arcivescovado:
Federico ha eseguito dei lavori minori all’interno della sede arcivescovile. Tra questi, vi è la torretta posta sopra il vano dello scalone d’onore, che venne alzato di due piani grazie ai rinforzi delle murature creati dal Pellegrini. Il locale più in alto, con una finestra su ogni lato, era chiamato la Stanza dei Quattro Venti. L’arcivescovo vi si recava per godere “della bella veduta de’ lontani paesi, de’ campi, e de’ monti, e sopra tutto del nascente, e cadente sole, che più di ogni altra cosa gli piaceva quindi veder’, e contemplare” (Rivola, Vita di Federico Borromeo, Milano, 1656, p. 476);
27 luglio1596 Basilica di S. Stefano:
L'arcivescovo Federico Borromeo consacra la basilica di S. Stefano completamente rinnovata. I lavori continueranno in seguito, con l'abbattimento dell'antico portico e del nartece (1620 ca.) e il conseguente allungamento della navata. La facciata sarà rifatta intorno al 1640;
29 maggio1602 - Chiesa di Sant'Alessandro dei Barnabiti, piazza S. Alessandro:
Il cardinale Federico Borromeo pone la prima pietra della chiesa di Sant’Alessandro dei Barnabiti progettata dal Padre Lorenzo Binago. I lavori si protrarranno per tutto il secolo;
1597 Chiesa di S. Eustorgio:
All’esterno, sulla sinistra si trova un pulpito costruito nel 1597 in sostituzione del vecchio pulpito in legno dal quale ha predicato Federico Borromeo durante il periodo della peste (1630);
4 giugno 1603 Chiesa e Convento dei Cappuccini a Porta Orientale:
Federico consacra solennemente la chiesa e il convento dei Cappuccini a Porta Orientale dedicandoli all’Immacolata Concezione. La chiesa, oggi scomparsa, si trovava sulla destra del borgo di Porta Orientale per chi esce dalla città, oggi Porta Venezia;
Settembre 1631- Duomo:
Federico Borromeo viene seppellito presso l’altare della Madonna del Duomo che aveva tanto contribuito ad abbellire;
1865 - Statua di Federico Borromeo, Piazza di S. Sepolcro
Viene eretto un monumento a Federico Borromeo, opera dello scultore Costantino Corti. All’interno del serto si può leggere: “l’opera e il nome del card. Federico Borromeo nel terzo centenario della biblioteca ambrosiana Milano grata riverente ricorda”.
PersonaggiCarlo Borromeo, Alessandro Manzoni. Fonti e Documenti
AA.VV., 25 secoli di storia attraverso i suoi personaggi, Celip, Milano 1999; Cammilleri Rino, I santi di Milano, Rizzoli, Milano 2000; Coppini Spini Silvia, Strada Ambrogio, Guida insolita ai misteri, alle leggende e alle curiosità di Milano, Newton & Compton, Roma 2001; Manzoni Alessandro, I promessi sposi, Mondadori, Milano 1985; Rivola Francesco, Vita di Federico Borromeo, Gariboldi, Milano 1656. |