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La chiesa barocca di Sant’Alessandro in Zebedia nasce all’inizio del Seicento come parte dell’attiguo collegio dei Barnabiti. È edificata, su iniziativa di padre Lorenzo Binago, sul sito di un luogo di culto forse del IX secolo. Scomparso Binago nel 1629, seguono il progetto Francesco Maria Ricchino, insieme al figlio Celso Bernardino, e Gerolamo Quadrio, che completa la cupola.

Ha una pianta a croce greca. Possiede una cupola con importanti affreschi: tra questi spiccano quelli relativi alle virtù predicatorie dell’ordine barnabita: sottigliezza, agilità, impassibilità e chiarezza.

Il progetto di Lorenzo Binago interpreta le esigenze dell’ordine: in particolare, per quanto riguarda sia la separazione di fedeli e sacerdoti, sia la destinazione degli spazi a funzioni diverse, quali eucaristia, confessione e predica. La facciata, opera settecentesca di Marco Bianchi,  è insolitamente affiancata da due campanili: un orologio e una torre campanaria.

Lungo le pareti e incassati nei pilastri si trovano i confessionali: alcuni in legno intagliato, altri in marmi e pietre pregiate. L’altare maggiore del 1741, che ha intarsi di pietre preziose e gemme legate in bronzo dorato, è di G.B. Riccardi.
Sulla controfacciata a destra del portale centrale, si trova la lapide che attesta il ricovero nel 1814 delle ossa di Bernabò Visconti.

Indirizzo: Piazza Sant'Alessandro, 1 - 20123 Milano
Orari:
Biglietto: Ingresso gratuito
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Luoghi interni

    Aneddoti e Curiosità

    Il termine Zebedia deriva dal nome di un giudice responsabile delle carceri romane del Pretorio che sorgeva nell’area dove oggi c’è la chiesa di Sant’Alessandro. Sant’Alessandro è imprigionato nel Pretorio dopo essere scampato alla decimazione della legione Tebea. L’agiografia racconta, in base a una tradizione non condivisa da tutti gli studiosi, della fuga di Sant’Alessandro da Milano e della sua successiva decapitazione a Bergamo per non aver voluto abiurare la fede cristiana.

    Da non perdere

    La chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia ospita una serie di opere pittoriche di grande interesse. Nella prima cappella della navata destra c’è il “Martirio di S. Pancrazio” di G.B. Ossona, nella terza l’”Assunzione di Maria” di Camillo Procaccini. In fondo alla navata destra c’è la cappella del “Sacro Cuore” con la “Natività” del Procaccini sulla parete sinistra. Nel presbiterio c’è l’”Adorazione dei Magi” di Daniele Crespi. Nella prima cappella della navata sinistra c’è la “Crocifissione” di Camillo Procaccini.

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