Trai fasti di una corte pulsa il cuore e la solitudine di una duchessa: Isabella d’Aragona.
La storia della duchessa narra le vicende di una donna infelice e destinata ad essere succube della prepotenza e delle invidie di chi ambiva alla sua posizione.
Isabella nasce nel 1470 da Alfonso II (duca di Calabria, Re di Napoli) e Ippolita Maria Sforza e trascorre l’infanzia e l’adolescenza nella reggia di Castel Capuano amata da tutti coloro che frequentavano la corte. Ma già all’età di due anni la sua vita è scritta, quando nel 1472 è redatto il documento che la lega e la promette in sposa a Gian Galeazzo Sforza; un matrimonio che ha lo scopo di cementare l’armonia tra le due casate (Napoli e Milano).
Alla morte del padre, Gian Galeazzo Sforza eredita il trono, nonostante i tentativi di conquista e appropriazione da parte dei fratelli e dello zio Ludovico il Moro, personaggio che inciderà fortemente sulla vita del Duca e della Duchessa e che renderà ai giovani la vita difficile con l’interesse di acquisire il ducato di Milano.
Dopo le nozze con Gian Galeazzo, il 2 febbraio 1489 in Duomo, all’arrivo di Isabella a Milano, la situazione si presenta già complicata. Gian Galeazzo è un personaggio timido ed introverso, succube dello zio Ludovico che riesce ad imporsi, scacciare e destinare gli sposi nel castello di Pavia con lo scopo di impossessarsi del Ducato.
E così avviene. Non solo, Ludovico riesce ad impossessarsi del Ducato di Milano, a gestire e ad amministrare la città come se lui stesso fosse il Duca.
Ciò fa scaturire in Isabella profondi sentimenti di tristezza e amarezza, aggravati dal fatto che sentiva di essere messa da parte per dare il posto a Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro e in seguito la situazione peggiorò nel vedere minacciati i diritti dei suoi figli per dare posto agli eredi di Ludovico. Per tali incomprensioni e turbamenti nel 1493 Isabella decide di scrivere al padre e denunciarne l’accaduto. Quest’ultimo dichiara guerra a Ludovico nel 1494.
Ma un altro evento tragico è destinato a segnare la vita della Duchessa: la morte prematura del marito avvenuta a Pavia, il 22 ottobre 1494 e causata probabilmente da un avvelenamento, a cui seguì l’elezione di Ludovico il Moro come Duca di Milano.
Con la morte di Gian Galeazzo, infatti, la situazione s’inasprì ulteriormente e la Duchessa divenne oggetto di trame e malefatte ad opera di Ludovico il Moro che la condussero ad una vita sempre più travagliata. Ludovico chiese ad Isabella di ritornare a Milano e dopo vari tentennamenti la Duchessa accettò. Ma la sua permanenza nel Castello Sforzesco fu breve, ben presto infatti Ludovico chiese nuovamente ad Isabella di abbandonare la sua residenza e trasferirsi insieme alle figlie presso la corte vecchia del Duomo. Qui Isabella condusse alcuni anni in ambienti raccolti e lontani da ogni evento mondano.
Una continua ed ostinata opposizione da parte di Ludovico nei confronti della Duchessa, un persecuzione che lo portò a tenerla lontana anche da suo figlio Francesco, primogenito ed erede al trono.
Così dopo una serie di vicissitudini ed eventi di carattere politico, Isabella lasciò Milano per Napoli e poi nei suoi feudi di Puglia e Calabria.
Nel 1502 giunse a Bari e dopo una serie di lotte interiori, sottomissioni e sofferenze causate dalla perdita del figlio affidato al re francese Luigi XII e rinchiuso in un’abbazia, si dedicò all’amministrazione del suo piccolo ducato. Qui attuò una serie di iniziative accrescendo il territorio in campo strutturale, artistico e culturale. Attorno a lei una folla di artisti e letterati, riempivano le sue giornate animando i saloni del castello.
Al contempo la situazione a Milano non era cambiata: Ludovico si presentava ancora come il Duca della città e le speranze di Isabella di riacquisire il Ducato si affievolivano sempre di più.
Gli ultimi anni della sua vita la videro ancora perseguitata da circostanze negative, come la morte del figlio Francesco causata da una caduta da cavallo e i suoi continui e vani sforzi di riacquisire il Ducato di Milano.
Infine, dopo aver combinato il matrimonio tra l’unica figlia Bona Sforza e il re di Polonia celebrato a Napoli il 6 dicembre 1517, visse gli ultimi anni in solitudine e compiuto un ultimo viaggio a Napoli contrasse la peste, che si stava diffondendo in tutto il meridione. Si spense a soli 54 anni il 12 febbraio 1524.
|
|
Aneddoti e Curiosità
Un evento drammatico segna le nozze della Duchessa di Milano, che qualche tempo prima perde la madre Ippolita in una morte improvvisa.
Il 1 Febbraio Isabella D’Aragona Sforza viene accolta a Milano da una grande folla festante.
Gian Galeazzo accoglie Isabella e la conduce al Castello Sforzesco, sua dimora. Attraverso le vie della città gli sposi sono acclamati dai milanesi.
Il 2 Febbraio in Duomo è celebrato il matrimonio degli sposi, come ripetizione della cerimonia già celebrata in precedenza a Napoli. Per questo evento una lunga passatoia bianca è stesa lungo il percorso tra il Castello e il Duomo.
Il 5 febbraio gli sposi ricevono il triste ordine di lasciare il Castello Sforzesco di Milano per stabilirsi al castello di Pavia.
All’interno delle lettere scritte al padre, Isabella d’Aragona si firma “unica nella disgrazia”, a causa della perdita del marito e dei figli.
Il 22 ottobre la salma di Gian Galeazzo Sforza viene trasportata da Pavia al Duomo di Milano ed esposta all’omaggio del popolo e dei nobili.
Durante il suo governo a Bari, la Duchessa promulgò una serie di leggi e promosse opere pubbliche come: l’esenzione dei contadini dal pagamento dei dazi sulla macinazione delle olive, l’istruzione alla popolazione gestita da due frati per ogni convento del territorio; la concessione di agevolazioni agli insegnanti come l’aumento dello stipendio, l’esenzione dalle franchigie e l’alloggio gratuito.
La Duchessa chiamò a corte lo scrittore modugnese Amedeo Cornale, ed è in questo periodo che venne stampato il primo libro a Bari.
Paolo Giovio, storico e umanista, elogia la Duchessa di Milano all’interno di:
“Diecenove vite delli huomini illustri”, unico elogio dove compare una donna.
Alla morte di Isabella i funerali furono maestosi e fastosi.
Nel febbraio 2010 è stata avanzata l’ipotesi, già sostenuta in precedenza da Maike Vogt-Luerssen, che la famosa Monnalisa, celebre quadro di Leonardo da Vinci, ritrae la Duchessa di Milano Isabella. L’ipotesi è stata avanzata dalla studiosa barese Titty Pignatelli Palladino che ha dimostrato attraverso un documento inedito la somiglianza di Isabella con quella della Monnalisa. Non è da dimenticare che l’artista Leonardo da Vinci e la Duchessa Isabella in passato ebbero più di un occasione per incontrarsi alla corte di Milano, di Pavia e Vigevano.
Nel castello di Pavia, Leonardo costruì il bagno per la duchessa Isabella. Per le nozze di Gian Galeazzo Sforza e sua cugina, Isabella d’Aragona, Leonardo preparò una festa passata alla storia come la “
Festa del Paradiso”.
Luoghi
Castello Sforzesco, Milano:
la Sala XX al primo piano del castello era l’antica camera da letto di Isabella d’Aragona;
Duomo di Milano: il 2 febbraio 1489 all’interno della cattedrale furono celebrate le nozze tra Isabella e Gian Galeazzo Maria;
Via Orefici: la via milanese che collega il Castello Sforzesco al Duomo fu allestita il giorno delle nozze del Duca con una lunga passatoia bianca e fiori appesi sui balconi;
Corte Vecchia del Duomo: antica residenza della Duchessa Isabella;
Museo d’Arte Antica, Castello Sforzesco: Bernardino Licinio, Dama con ritratto virile, 1520 ca., Milano.
L’opera ritrae la Duchessa di Milano Isabella d’Este;
Largo Isabella d’Aragona: la via è intitolata alla Duchessa di Milano.
Personaggi
Alfonso II, Ippolita Maria Sforza, Gian Galeazzo Sforza, Ludovico il Moro, Beatrice Sforza, Bona Sforza.
Fonti e Documenti
Jerta Cappelletti Butti, Isabella d’Aragona Sforza, Duchessa di Milano. Edizioni Virgilio Ottobre 1984.