All'interno di due torrioni circolari del Castello Sforzesco, quello est e quello sud, sono conservati due serbatoi dell’acqua potabile, considerati importantissimi nell’ambito della rete idraulica milanese di inizio Novecento. A restaurare i torrioni e ad adibirli ad uso infrastrutturale, fu Luca Beltrami, l’architetto a cui venne affidata la ristrutturazione del castello. Il primo serbatoio, progettato dal prof. Saldini del Politecnico (nel 1893) fu collocato nel torrione est, a destra di chi guarda l’ingresso principale, era di metallo e svolgeva prevalentemente la funzione di regolatore della pressione in rete; il secondo, ,collocato nel torrione sud circa dieci anni dopo e si rivelò particolarmente ardito e innovativo per la struttura in cemento armato. I primi interventi di restauro del Castello vengono eseguiti negli anni 1893-1894 dall'Ufficio Tecnico Regionale per la Conservazione dei Monumenti, istituito nel 1891 e diretto, per la Lombardia, proprio dall'architetto Luca Beltrami, che propose un restauro "filologico", basato sull'attento studio delle fonti grafiche e letterarie antiche.
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In soli trent’anni dal 1870 al 1900 erano scoppiate in Europa oltre 600 epidemie più o meno gravi di cui il 70% causate dall’acqua. A Milano, il riuso dei torrioni del Castello Sforzesco come serbatoi di acqua potabile è strettamente collegato alla decisione di dotare Milano di un acquedotto, richiesto a gran voce dall’opinione pubblica.
Nel 1888 il Comune decise di utilizzare le falde acquifere sotterranee presenti in città e vennero costruiti i primi due pozzi al Parco Sempione, in prossimità dell’Arena, nelle vicinanze dell’attuale centrale di pompaggio denominata “Parco”. I risultati furono ottimi e si constatò, come previsto, che si trovavano falde molto ricche e che l’acqua era di ottima qualità.
Così nel 1896 fu decisa la costruzione di un serbatoio con capacità di 1200 metri cubi realizzato in ferro nel torrione est del Castello Sforzesco, mentre un serbatoio di cemento armato venne realizzato nel torrione sud.
Un giro perimetrale lungo le mura del Castello Sforzesco
Se la costruzione del primo acquedotto pubblico di Milano è avvenuta a partire dal 1888, piuttosto tardi rispetto ad altre grandi città europee, la spiegazione è data dal fatto che per non essere stata costruita sulle rive di un grande fiume, Milano aveva fatto convergere verso di sé un'imponente rete di canali e navigli. Questi canali derivati da fiumi un tempo puliti, come l'Adda e il Ticino, costituivano una fonte di rifornimento d'acqua, sia per le industrie, sia per le operazioni domestiche a più intenso consumo come il lavaggio della biancheria. Per l'acqua potabile, il rifornimento avveniva tradizionalmente da una miriade di pozzi privati, che attingevano dalla ricca e facilmente accessibile falda freatica.
Raggiungibile con metropolitana MM1 (linea rossa) fermata Cairoli . Tram numero: 1, 16, 27, 19; autobus numero: 43