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Come si presentava la Scala nell’Ottocento si può scoprirlo nel Museo Teatrale attraverso le stampe d’epoca e i cimeli d’autore tutti esposti in questo singolare luogo.

Il museo è composto da diverse collezioni riunite: ma ciò che si vede nelle belle sale non è che un saggio del materiale esistente, conservato negli archivi per la consultazione degli studiosi. Nonostante questo si può  ripercorrere tutta la storia del Teatro attraverso i ritratti, i busti e i cimeli delle prime donne e dei “mattatori” che hanno reso il “Teatro alla Scala” famoso in tutto i mondo.

Ritratti di Giuditta Pasta, l’ispiratrice di Bellini, con gli occhi languidi strabuzzati al cielo e di Malibran in un leggendario costume di Desdemona rossiniana 1834. Busti del coreografo Viganò e del tenore Tacchinardi. La penna di Boito, l’orologio di Puccini e gli occhialetti di Rossini. Numerose le opere dedicate a Verdi come la prima spinetta posseduta dal Maestro, l’autografo delle “Messa di requiem” in Morte di Manzoni, la lettere a Boito con l’annuncio che L’Otello è compiuto, con il pianoforte a coda conservato nel Museo! E per i più curiosi cimeli di ogni genere: dai biondi riccioli di Bellini, alle scure ciocche di Mozart, dal calco della mano di Chopin a quello della divina Eleonora. Non possono mancare la diva Maria Callas e il leggendario Pavarotti. 

 

Indirizzo: Largo Ghiringhelli, 1 - 20121 Milano
Orari: Da lunedì a domenica: 9:00-12:30, 13:30-17:30
Biglietto: BIGLIETTO INTERO: 5€
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Luoghi interni

    Aneddoti e Curiosità

    Il nucleo del Museo dedicato al teatro occidentale in genere, proviene per la maggior parte dalla raccolta di Giulio Sambon, antiquario napoletano di origine francese, frequentatore assiduo della Scala a Milano, trasferitosi in Francia agli inizi del ‘900. Nel 1911 Sambon decise di mettere all’asta la sua collezione. A Milano si formò un comitato d’emergenza per raccogliere una somma sufficiente a cui aderirono il Municipio, il Governo e molti donatori privati. Le trattative si svolsero per lettera, per telegrammi e con viaggi a Parigi. La cifra richiesta era di 700 mila lire di allora che il comitato riuscì a ridurre a 450 mila.

    Il museo conserva un ritratto di Barbaja, impresario di Rossini, celebre anche per una ghiottoneria a base di cacao che si può ancora gustare a Milano: la barbagliata.

     


    Da non perdere

    Nelle sale del Museo Teatrale alla Scala è conservata una spinetta del Seicento con scritta ammonitrice sopra la tastiera "Mano inesperta non mi toccare", opera di Onofrio Guaracino; il coperchio della cassa è stato dipinto nel 1669 da Angelo Solimena, grande pittore salernitano.


    Tra i depositi vanno segnalati quello della Casa di riposo per musicisti fondazione Giuseppe Verdi, oltre a quelli pubblici.


    Elenco Eventi

    Dettagli Utili

    Raggiungibile con MM1 (linea rossa) fermata Duomo, MM3 (linea gialla) fermata Duomo,Tram 1, 2, 3, 12, 14, 15, 16, 19, 23, 24, 27, Autobus numero 54.