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La Lombardia vanta ben 7 siti riconosciuti dall’UNESCO quali "Patrimonio dell'umanità". Il primo e più prezioso tra questi è a Milano, il complesso di Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo, capolavori assoluti a livello mondiale. E a testimonianza del valore e della ricchezza, in varie epoche, di una cultura ricca di valori da trasmettere all’umanità della regione che gravita attorno Milano sono: le Incisioni rupestri della Valle Camonica, primo sito italiano riconosciuto dall'Unesco, il Villaggio operaio di Crespi d'Adda (Bergamo), esempio straordinario di archeologia industriale di fine ‘800; i Sacri Monti di Varese a di Ossuccio (Como), testimonianze eccezionali di creatività artistica ispirate in ambito religioso e la Ferrovia retica dell'Albula e Bernina (Sondrio) che collega Tirano con Saint Moritz.

A completare il quadro dei siti lombardi dichiarati Patrimonio mondiale dell’Unesco ecco  anche due località, dalle particolari valenze storiche e artistiche. Si tratta di Mantova e dell’antica fortezza rinascimentale di Sabbioneta, entrambe accomunate dall'eredità loro lasciata dai Gonzaga che ne hanno fatto tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo.


Sulla base di un trattato internazionale conosciuto come Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottato nel 1972, l’Unesco ha finora riconosciuto un totale di circa 800 siti presenti in 145 Paesi del mondo. Veramente unica la concentrazione a Milano e in Lombardia.

In tal senso dal 1975 in Italia opera anche il FAI (Fondo Ambiente Italiano), fondazione nazionale senza scopo di lucro presente in 20 regioni italiane con il fine di promuovere la cultura del rispetto della natura, dell’arte, della storia e di tutelare il patrimonio come testimonianza dell’identità del territorio italiano. Il circuito del FAI abbraccia castelli e complessi monasteriali, giardini e luoghi di natura, ville e case d’arte, come dal 30 maggio 2008 la splendida Villa Necchi Campiglio tra le case museo di Milano testimonianza di modernità novecentesca. I luoghi del FAI si candidano per essere inseriti tra i siti UNESCO.