Si narra che Mediolanum (Milano), forma latinizzata di Medhelanon, ossia "santuario", sia stata fondata dalla popolazione celtica degli Insubri nel 590 a.C.
Secondo la tradizione, riportata da Tito Livio, la fondazione avvenne attorno al 600 a.C. ad opera di Belloveso, capo della tribù celtica dei Biturigi, che si stabilirono tra il Ticino e l’Adda dopo aver vinto gli abitanti dell’Insubria.
La leggenda fa risalire il nome dal rinvenimento da parte di Belloveso di una scrofa semilanuta (in medio lanae) che diventa il simbolo della Milano gallica fino al IV secolo.
Nel 223 I Romani entrarono nel territorio degli Insubri presso la confluenza dell'Adda con il Po, si allearono coi Cenomani e iniziarono a devastare i villaggi della pianura. Gli Insubri scesero in campo con 50 mila uomini, ma vennero sconfitti al fiume dal console Flaminio.
Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, Milano fu conquistata dai Romani nel 222 A.C. , guidati dai consoli Marcello e Cornelio Scipione. Il territorio viene chiamato dai romani “Gallia Cisalpina o Gallia togata.
Grazie alla sua posizione nei confini settentrionali dell’Impero, la città fu di grande importanza per le campagne di Cesare per la conquista della Gallia (dal 58 a.C. al 50 a.C.). Sull’onda dello sviluppo economico, la città venne elevata a ruolo di municipium prima e di colonia imperiale poi.
Nel 48° d.C., Cesare ordinò un corpo di 17 medici ogni 7 mila soldati, i primi medici militari.
Nel 301 d.C, Diocleziano promulgò un editto che prevedeva il contenimento dei prezzi di prima necessità e l’obbligo dei figli di continuare il lavoro dei padri. Quando Diocleziano decise di dividere l'Impero in due, tenne per sé l'Oriente e Milano divenne residenza di Massimiano, posto a capo dell'Impero Romano d'Occidente.
Risale a lui la costruzione di una seconda cerchia di mura, lunga circa quattro chilometri e mezzo che si dipana nei pressi dell'attuale Foro Bonaparte. Il 1 maggio del 305 a Milano avvenne la cerimonia di abdicazione di Massimiano, nel momento stesso in cui Diocleziano abdicava a Nicomedia. Successivamente Massimiano si ritirò in Lucania e si aprì un periodo di guerre di successione, nel corso delle quali in pochi anni si succedettero tre imperatori: prima Severo che preparò la spedizione contro Massenzio, lo stesso Massenzio in lotta contro Costantino e infine Costantino reduce dalla vittoria contro Massenzio.
Nell’ottobre del 374, morì Massenzio e a Milano scoppiarono dei tumulti fra cattolici e ariani per la successione. Venne designato eccezionalmente, Aurelio Ambrogio, come garante della pace, laico e neppure battezzato. La carica di vescovo era in un certo senso equiparata a quella di governatore provinciale anche nella retribuzione, che dall'età di Costantino spettava ai vescovi cattolici.
Nel 313 d.C., l’imperatore Costantino emanò a Milano il suo famoso editto, che pose fine alle persecuzioni contro i cristiani e rese Milano uno dei centri cristiani più importanti dell’Europa occidentale.
Secondo la leggenda, San Barnaba, arrivò a Milano il 13 marzo del 52 d.C. e fu il fondatore della Chiesa Milanese. Ancora oggi viene ricordato con l’annuale festa dei fiori detta “El tredesin de marz”.
Sant’Ambrogio (374-397 d.C.) è il patrono della città ed è festeggiato il 7 dicembre, data in cui nel 374 venne consacrato Vescovo. A lui è dedicata la Basilica che porta il suo nome. In dialetto milanese il vescovo è chiamato sant'Ambroeus.
Durante il periodo del suo vescovato Milano fu il centro più influente della Chiesa d'Occidente e il Cristianesimo divenne religione ufficiale di stato dell'Impero Romano. Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, il Vescovo Ambrogio combattè il paganesimo dilagante e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’impero. Morì a Milano nel 397 lasciando come successore Simpliciano. Simpliciano ebbe una parte importante nella preparazione di Ambrogio al battesimo e all'episcopato e anche in seguito lo assistette nella sua formazione culturale. Agostino lo ricorda con gratitudine nelle Confessioni.
Ambrogio fece costruire (oltre ad una Basilica nell'area del sagrato e del Duomo attuale; per cui il Duomo può essere considerato il rifacimento di questa) anche quattro Basiliche ai quattro lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo. Esse corrispondono all'attuale San Nazaro, San Simpliciano, a Sud-Ovest la Basilica Martyrum (ove lo stesso vescovo vi è sepolto, diventato Basilica di Sant'Ambrogio) e infine San Dionigi.
Il rito ambrosiano prevede che la Chiesa milanese abbia una liturgia diversa da quella romana. Per questo motivo, il carnevale arriva a Milano quando il resto dell’italia lo ha già concluso: le maschere tradizionali sono Meneghno e Cecca, subentrata successivamente (entrambi erano utilizzati,secondo la tradizione, come servitori di casa delle famiglie nobili di Milano