1 2 3 4 5 6 7 8 9
Tutta Milano:
Dintorni:

Cerca eventi

Trova in città

Mappa

accettazione gruppi

Cascina Basmetto © Comune di Milano
Cascina Basmetto © Comune di Milano
Cascina Basmetto © Comune di Milano
Cascina Basmetto © Facchini Laura, Alinari
Cascina Basmetto © Facchini Laura, Alinari
Cascina Basmetto © Facchini Laura, Alinari

Cascina Basmetto


INDIRIZZO:

Via Chiesa Rossa, 265 - 20142 Milano


ORARI:


INFORMAZIONI BIGLIETTO:

Visita libera


CONTATTI:

TELEFONO: +39.02.89305165
EMAIL paoli_65@libero.it

MEDIA GALLERY »

« TORNA INDIETRO

La cascina Basmetto mantiene una tradizione rurale tramandata di padre in figlio. Situata all'interno del Parco Agricolo Sud di Milano, immersa nella campagna, è circondata da campi di riso e mais.

La fattoria è gestita dal 1958 dalla famiglia Papetti, la cui attività è basata sulla produzione agricola e sull’allevamento di bestiame.

La grande struttura si presenta come una corte chiusa. Nell’edificio centrale si trova la casa padronale che è l’edificio più alto dell'intera costruzione costituito da un portico con terrazzo superiore. Ai lati del fabbricato è completata da altre abitazioni, come l’alloggio per i salariati, un’imponente stalla e una serie di ampi fienili. Un paesaggio rurale intatto e da non perdere.

Le prime notizie documentate sulla cascina Basmetto risalgono al 1400, quando apparteneva al monastero di San Barnaba in Gratosoglio.

In seguito la proprietà passò al cardinal Cusani, per essere infine espropriata ed acquisita nel 1972 dal Comune di Milano.

Il monastero fu eretto nell’XI secolo dai monaci Vallombrosiani dell’ordine di San Giovanni Gualberto (soppresso nel 1784). A ricordare i monaci rimane la località Valleambrosia, alle porte di Milano, in Comune di Rozzano, lungo il Naviglio Pavese.


    È possibile effettuare visite aziendali e visite didattiche per scoprire ad esempio il percorso “dalla semina alla raccolta del riso”.

    Non lontano dalla cascina si trova la “Conca Fallata”, un avvallamento lungo il percorso del Naviglio Pavese dove avrebbero dovuto essere costruite delle chiuse, che non sono state realizzate.


    Il progetto è tradizionalmente attribuito a Leonardo da Vinci, ma, secondo un'altra versione dei fatti, il merito dell’invenzione spetterebbe agli ingegneri idraulici Aristotile Fioravanti da Bologna e Filippino degli Organi da Modena, che nel XIV secolo lavoravano per il Duca Filippo Maria Visconti.


    Oggi nello stesso luogo è sorta una centrale elettrica.