Chiesa di San Calimero: tra arte romanica e novecentesca
Chiesa di San Calimero: tra arte romanica e novecentesca
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Chiesa di San Calimero

Informazioni generali

La chiesa di San Calimero si presenta elegante nelle linee e sobria nell’insieme. Sull’edificio gli architetti intervennero a più riprese, oggi ammiriamo soprattutto il risultato della maggiore trasformazione avvenuta alla fine del XIX secolo, operata dall’architetto Angelo Colla, e che aveva come obiettivo il ripristino dell’originaria purezza romanica.

L’interno è a una unica navata a pianta rettangolare con una copertura in origine a capriate mentre la divisione, in campate coperte da volte oblunghe, appartiene a una fase successiva non determinabile a causa dei rifacimenti dell’edificio.

Della fase romanica dell’edificio si hanno ancora oggi alcune tracce, che non sono state cancellate dalle frequenti modifiche e dai restauri delle epoche successive. Si tratta del fianco meridionale e dell’abside, aperta da tre ampie finestre centinate caratterizzate dalla presenza dell’arco nella parte superiore.

La prima grande trasformazione della chiesa si ebbe nel Seicento, quando la ristrutturazione venne affidata all’architetto Francesco Maria Richini. Il Settecento lasciò la sua impronta nei ricchi rivestimenti marmorei offerti dalla Confraternita del Sacramento e nell’oratorio di San Michele, che oggi funge da sacrestia.

L’altare maggiore, di eleganti forme neoclassiche, è del primo Ottocento.

Da non perdere

La pala con la natività, opera di un artista cinquecentesco influenzato da Gaudenzio Ferrari.

La tela della Crocifissione, attribuita a G. B. Crespi, detto il Cerano che si trova accanto all’ingresso di destra.

La cripta cinquecentesca, dalla volta affrescata dai Fiammenghini. Inoltre, sopravvivono: un piccolo affresco (Madonna fra due sante, XV secolo, attribuita a Cristoforo Moretti) sul lato destro del catino dell'abside, una Natività di Marco d'Oggiono, alterata da ridipinture recenti che la rendono illeggibile in più punti e il Martirio di san Sebastiano, attribuito al Morazzone. 

Aneddoti e curiosità

La chiesa è dedicata a San Calimero, un nobile che dopo un viaggio a Roma fu consacrato al sacerdozio.

Contemporaneo di S. Castriziano gli succedette come vescovo. La tradizione  vuole San Calimero martire, in quanto gettato da alcuni pagani in un pozzo dove trovò la morte.

Il luogo in cui sorse la Basilica era anticamente un’area cimiteriale fuori dalle porte della città: ancora oggi murate sul fianco destro della chiesa  vi sono alcune lapidi funerarie pagane e cristiane provenienti dalla vecchia necropoli.

Qui si tramanda fosse stato sepolto San Calimero e la chiesa a lui dedicata, probabilmente esistente fin dai tempi del vescovo Ambrogio, doveva essere una basilica cimiteriale almeno fino al XIII secolo.

Sembra che la Basilica sia stata edificata, nel V secolo, sui resti di un tempio dedicato ad Apollo come riferisce una cronaca del IX-X secolo.

Dettagli utili

 Raggiungibile con metropolitana MM3 (linea gialla) fermata Crocetta; Tram numero 24, Bus 94.

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        Ingresso gratuito

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