Monumento a Leonardo da Vinci in Piazza della Scala
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Monumento a Leonardo da Vinci

Informazioni generali

La statua di Leonardo da Vinci si trova in Piazza della Scala, in bella evidenza, proprio davanti al tempio internazionale del bel canto. Il monumento offre un’immagine solenne e austera dello scienziato e ai piedi si trovano quattro suoi discepoli.

La statua è stata realizzata con il marmo bianco di Carrara mentre, per il basamento, è stato utilizzato il granito proveniente da Baveno.

L’idea di realizzare una statua in onore del genio toscano venne nel 1856 all’Accademia di Belle Arti di Brera che indisse un concorso per un monumento composto di marmi e bronzi da collocare nel Palazzo di Brera.

Due anni più tardi la Commissione giudicatrice, esaminati tutti i bozzetti pervenuti in sede di concorso, scelse quello presentato dall’artista milanese Pietro Magni. Successivamente si decise di collocare il monumento in Piazza della Scala, poiché erano stati completati i lavori di sistemazione dell’area che comprendeva anche la Galleria e questa soluzione parse più consona all’importanza del personaggio rappresentato.

Le vicende della costruzione del monumento si intrecciano con quelle del nascente Stato italiano che nel 1860 dichiarò di volersi accollare le spese di realizzazione dell’opera chiedendo la partecipazione anche del Comune di Milano.

Le risorse economiche  arrivarono però solo dopo una lunga vertenza legale intrapresa dallo scultore, durata una decina d’anni. Nel 1872 venne inaugurato il monumento alla presenza  di Re Vittorio Emanuele II, in occasione della Seconda Esposizione Nazionale.

Aneddoti e curiosità

Il monumento dedicato a Leonardo da Vinci, per la sua forma, è stato ribattezzato dai milanesi "on liter in quatter" che in dialetto significa "un litro in quattro".

Effettivamente l'imponente statua di Leonardo pensoso posizionata su un alto piedistallo al centro ricorda un bottiglione di vino mentre le statue di quattro dei suoi più importanti discepoli (Marco d'Oggiono, Andrea Salaino, Cesare da Sesto e Giovan Antonio Boltraffio) di dimensioni più ridotte sembrano 4 bicchierini.

Ogni discepolo ha il proprio nome scolpito. Il discepolo indicato come Andrea Salaino però non riporta il suo vero nome. Salaino è in realtà il soprannome scelto da Leonardo per il suo garzone di bottega, uomo di fiducia e allievo prediletto: Gian Giacomo Caprotti.

Il nome Salai, usato da Leonardo al diminutivo, era stato usato come sinonimo di diavolo nel poema "Morgante" di Luigi Pulci. Effettivamente il giovane Caprotti, modello di Leonardo per alcuni dipinti, doveva avere un carattere alquanto spavaldo, irrequieto e impertinente.

Lo stesso Leonardo in una nota manoscritta lo descrive come "ladro, bugiardo, ostinato, ghiotto". Insomma un piccolo diavolo.

Dettagli utili

Raggiungibile con M1 (linea rossa) fermata Duomo, M3 (linea gialla) fermata Duomo.

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