L'Uomo di Pietra, simbolo dello sberleffo contr il potere
L'Uomo di Pietra, simbolo dello sberleffo contr il potere
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L'uomo di pietra

Informazioni generali

Statua fra le più raminghe di Milano, dalla sua ignota primitiva collocazione fu trasferita  più volte fino all’attuale collocazione.

Si tratta di un rilievo in marmo che risale al III secolo d.C., raffigurante una figura maschile togata, priva delle braccia e con la gamba destra leggermente in avanti, che in virtù dell’epigrafe sottostante, fu erroneamente ritenuta una raffigurazione di Cicerone. La testa probabilmente fu aggiunta in epoca alto-medioevale, quando il volto dell’effigiato venne sostituito con quello del nobile arcivescovo Aldemanno Menclozzi.

Sotto il piedistallo l'epigrafe incisa in latino riporta: “Carere debet omni vitio qui in alterum dicere paratus est” (deve essere privo di difetto chi è pronto a parlare male di un altro), che ha portato i milanesi ad attribuire alla statua il nome di “Scior Carera”.

Al di sotto, una seconda iscrizione ricorda la precedente collocazione in via San Pietro all'Orto e il ruolo svolto dalla scultura nella storia di Milano sotto la dominazione austriaca.

Durante le agitazioni ottocentesche contro il potere austriaco, la statua assunse il ruolo di portavoce del popolo meneghino (la cosiddetta statua parlante). Motti, sberleffi, frasi satiriche e caustiche venivano nottetempo affisse sulla statua e trovate di buon mattino da chi passava per la Corsia dei Servi, che si premurava di farle circolare velocemente con il passaparola a tutti i milanesi. 

 

Aneddoti e curiosità

La tradizione vuole che fu proprio il "Scior Carera” a reggere il manifesto per lo “sciopero dei sigari” che diede inizio alle Cinque giornate di Milano nel 1848.

Altro soprannome  attribuito dai milanesi alla statua  è quello di “Omm de preja” (uomo di pietra).

Simbolo milanese dello sberleffo contro il potere, l’omm de preja ispirò anche la denominazione del giornale satirico "L'uomo di pietra", fondato nel 1856 da Cletto Arrighi (pseudonimo anagrammato usato da Carlo Righetti), uno dei maggiori esponenti della scapigliatura.

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