Palazzo del Corriere della Sera, sede del quotidiano
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Palazzo del Corriere della Sera

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Informazioni generali

Il Corriere della Sera, principale quotidiano milanese, nasce nel 1876 e dal 1904 ha la propria sede nel palazzo di via Solferino 28. L’edificio, progettato da Luca Beltrami è stato interessato da numerose ristrutturazioni: l’ultima in ordine di tempo è stata quella curata da Vittorio Gregotti e conclusa nel 1993 che ha interessato in particolare gli edifici prospicienti la via San Marco.

Il primo numero del Corriere della Sera, diretto da Eugenio Torelli Viollier, esce a Milano nel marzo 1876. Nell’arco di pochi anni il quotidiano riscuote un vasto successo di pubblico: la tiratura passa dalle 3000 alle 30.000 copie nell’arco di un decennio. La prima sede del giornale è in due stanze nella galleria Vittorio Emanuele, mentre dal 1888 la redazione viene trasferita presso l’abitazione di Benigno Crespi, imprenditore cotoniero e maggior azionista del quotidiano.

Dopo Torelli Viollier, che lascia la direzione nel 1898, viene insediato nel 1900 Luigi Albertini che assume anche una partecipazione nel giornale da lui diretto fino all’avvento del regime fascista. In questo periodo continua a crescere la platea dei lettori e il Corriere nei primi anni del secolo si afferma come la testata più diffusa in Italia. Sono anni molto importanti per lo sviluppo del quotidiano che si arricchisce di inserti e prodotti collaterali come La Domenica del Corriere (1899) e il Corriere dei Piccoli (1908). Albertini stringe anche accordi con giornali stranieri per migliorare la copertura delle notizie internazionali. La redazione del giornale si arricchisce di professionisti e le pagine culturali del Corriere ospitano firme autorevoli del panorama letterario italiano. Il giornale incarna le posizioni della borghesia liberale del nord Italia, di cui la famiglia Crespi è illustre rappresentante.

Nel 1904 viene inaugurata la nuova sede del giornale in via Solferino. Il progetto, che si ispira al palazzo londinese del Times, è di Luigi Repossi e Luca Beltrami. L’edificio originario richiama ecletticamente lo stile liberty e si eleva per due piani sul livello stradale: qui vengono riunite le attività redazionali, amministrative e tipografiche della società. Il palazzo di via Solferino verrà successivamente ampliato in altezza e in volumetria durante i primi anni Sessanta, grazie a un intervento curato da Alberto Rosselli.

Con l’ascesa al potere di Mussolini l’antifascista Albertini deve cedere la direzione e le proprie quote del giornale. Negli anni seguenti, mentre la cronaca politica viene curata direttamente a Roma da uomini fedeli al regime, la redazione milanese riesce a mantenere un certo grado di autonomia politica. 

Tra i collaboratori del Corriere, che nel '35 conta circa 1500 dipendenti, continuano a figurare grandi firme del giornalismo e della cultura. La crescita di questi anni riguarda in particolare gli impianti tipografici con l’installazione di rotative sempre più grandi e capaci di maggiori tirature. Alla fine della seconda guerra mondiale il Corriere riprende le pubblicazioni e il proprio ruolo di principale quotidiano nazionale.

La famiglia Crespi mantiene il controllo del giornale fino agli anni Settanta quando il Corriere viene acquistato dall’editore Rizzoli: dalla fusione delle due società nasce la Rizzoli Corriere della Sera (RCS) che nel 1977 rileva anche il quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport. La proprietà della famiglia Rizzoli dura circa dieci anni, nel corso dei quali il Corriere perde quote di lettori e viene investito da scandali finanziari e di governance (loggia P2 e Banco Ambrosiano).
Nel 2003, anno in cui viene quotata alla Borsa di Milano, la società ha assunto la denominazione di RCS Mediagroup.

Le necessità operative del giornale hanno portato nel corso degli ultimi decenni all’apertura di nuovi uffici e alla ristrutturazione funzionale della sede storica. L’intervento principale sul complesso di via Solferino è stato quello curato da Vittorio Gregotti nei primi anni Novanta, che ha integrato i diversi edifici occupati dal giornale nell’intero isolato. La parte storica, ripulita e restaurata, è stata interessata solo marginalmente mentre sono stati completamente rinnovati i fronti su via San Marco e via Balzan.

Gran parte delle attività del gruppo sono attualmente concentrate nella sede principale di via Angelo Rizzoli, recentemente ampliata. La sede storica di via Solferino ospita ancora le redazioni giornalistiche, la Fondazione Rcs e alcune sale destinate sia alle attività interne che a ospitare eventi pubblici. La proprietà dell'immobile è stata ceduta recentemente ad un fondo di investimento.

Aneddoti e curiosità

Nelle vicissitudini che hanno caratterizzato il quotidiano di Via Solferino si riflette anche la storia del giornalismo italiano. I giornalisti, gli inviati, gli scrittori che hanno lavorato al Corriere, sono stati alcuni fra i personaggi più significativi che hanno caratterizzato la cultura italiana a partire da Eugenio Torelli Viollier, fondatore della testata e primo direttore sino al 1898.

E’ curioso rilevare come la testata ammiraglia della stampa nazionale  – e uno dei simboli della Milano borghese – sia stata fondata da un napoletano verace, membro di una illustre famiglia di giuristi partenopei.

Le riunioni di redazione con il direttore si svolgevano nell’elegante Sala Albertini. A questa storica sala, durante i lavori di ristrutturazione dell’architetto Gregotti, sono state aggiunte la Sala Buzzati, aperta alle discussioni pubbliche, e una seconda sala (Sala Montanelli) riservata alle riunioni interne alla vita del giornale.

Durante la direzione di Luigi Albertini, il Corriere della Sera raggiunse la diffusione record di 800 mila copie. Fra coloro che hanno lavorato per il quotidiano di via Solferino ricordiamo i nomi di Luigi Barzini, Giovanni Mosca, Orio Vergani, Indro Montanelli, Eugenio Montale, Giovanni Spadolini, Egisto Corradi ed Ettore Mo.

Numerosi anche gli scrittori che hanno collaborato alle pagine del giornale come Giosuè Carducci, Ada Negri, Gabriele D'Annunzio, Luigi Pirandello, Grazia Deledda e Luigi Capuana

Dino Buzzati, giornalista e scrittore ricordò con queste parole l’ingresso nell’edificio del giornale: «Oggi sono entrato al Corriere. Quando ne uscirò?». Entrato nel giornale di via Solferino il 10 luglio 1928, vi rimase prima come cronista, poi come redattore interno, inviato speciale, critico d’arte, fino al giorno della sua morte, il 28 gennaio 1972. Fu proprio la vita di routine di redazione a ispirargli “Il deserto dei tartari, uno dei suoi romanzi più riusciti

Dettagli utili

La fermata della metropolitana più vicina è quella di Moscova (M2). Dopo una breve passeggiata sull’omonima via, s’incrocia via Solferino e a sinistra si incontra la facciata del Corriere della Sera.

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