Sala del Tesoro del Castello Sforzesco
  •       >

Castello Sforzesco, Sala del Tesoro

Informazioni generali

La parte più inespugnabile del castello nella quale gli Sforza si rifugiavano in caso di attacco era la Rocchetta, una corte quadrata, difesa da due torri: la torre di Bona di Savoia, fra la Rocchetta e la piazza d'Armi, e la torre del tesoro o della Castellana, all'angolo ovest del castello.

La torre della Castellana fu detta anche “del tesoro” perché nelle sala al piano terreno - appunto Sala del Tesoro - veniva  custodito il tesoro del ducato. 

La Sala del Tesoro, oggi parte della Biblioteca Trivulziana e sede di esposizioni temporanee, conserva parte di una decorazione voluta da Ludovico il Moro. A custodire la sala è un affresco con la figura di Argo, mitologico guardiano che non dormiva mai, chiudendo solo due alla volta dei suoi cento occhi. L'opera rinascimentale risale alla fine del Quattrocento ed è tradizionalmente attribuita al Bramantino

Da non perdere

 

L'affresco

Datato agli anni tra il 1489 e il 1491 e tradizionalmente attribuito alla mano di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino (notizie dal 1480 al 1530), un grande affresco raffigura Argo, mitica figura di custode, scelto come simbolico difensore del tesoro.

 

 

Mediagallery

    • loading
      • Collegamenti interni

      • loading