Il Codice Atlantico: il genio di Leonardo Da Vinci
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Codice Atlantico

Leonardo Da Vinci - 1478-1519

 

Il Codice Atlantico è un documento straordinario, una vetrina del genio di Leonardo da Vinci. Il materiale, costituito da 1119 fogli autografati, (raccolti in 12 volumi, che contengono 1750 disegni e 100 pagine manoscritte di pugno di Leonardo) attesta l’eclettico interesse del personaggio per vari aspetti della realtà: disegni di ordigni da guerra, gli schizzi di bombarde e mortai, le macchine per scendere sul fondo del mare o per volare; studi sulla meccanica e sulla scultura. L’interesse per l’arte militare così come per le geometrie dei corpi. Il documento ospita anche note biografiche, meditazioni filosofiche e appunti personali.

L’osservazione e lo studio di questo straordinario documento permette di avere un’idea della curiosità e del talento di Leonardo e del periodo storico che rappresenta.

I fogli affrontano vari argomenti: anatomia, astronomia, botanica, chimica, geografia, matematica, meccanica, disegni di macchine, studi sul volo degli uccelli e progetti d'architettura.

Tra le opere che testimoniano il periodo milanese di Leonardo, il Codice Atlantico è una delle più importanti perché permette di comprendere il ruolo che ha avuto come scienziato nella nascita della metodologia moderna. Leonardo aveva intuito e sostenuto per primo l’importanza della sperimentazione e come le soluzioni tecniche potessero essere ordinate in principi e ripetute in altri contesti.

Qualche curiosità: Il nome del codice è dato dalla dimensione delle pagine (64,5 x 43,5 cm), simile a quelle di un atlante. “Atlante” è la denominazione usata in biblioteconomia, per indicare volumi di grande formato. Una riproduzione del Codice Atlantico, in sei volumi, edita a Milano da Ulrico Hoepli, è conservata alla Biblioteca Ambrosiana.

Nel 1796, il Codice – con altri documenti – fu “trasferito” in Francia da Napoleone e ospitato alla Biblioteque de l’Institut de France, da dove fece ritorno nel 1815, grazie ad un funzionario incaricato di recuperare le opere trafugate dai napoleonici.

Nell’ambito delle opere e delle invenzioni idrauliche, pare che Leonardo abbia ideato e diretto, fra gli altri, anche i lavori per il naviglio canale della Martesana; è sicuro invece il suo contributo a perfezionare il funzionamento delle conche, con l’invenzione della chiusura a doppie porte ad angolo e col sistema (ancora oggi usato) della ventola a braccia disuguali.

Tra gli studi vinciani più importanti si annoverano, oltre ai due codici milanesi – il Codice Atlantico (Biblioteca Ambrosiana) e il Codice Trivulziano (Biblioteca Trivulziana) - i manoscritti della Royal Library del Castello di Windsor (Londra), i Codici Forster del Victoria and Albert Museum e il Codice Arundel del British Museum, entrambi a Londra), i manoscritti della Biblioteca Nacional di Madrid, i Codici dell’Institut de France a Parigi e la raccolta conservata presso la Biblioteca Reale di Torino.

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