La Canestra di Frutta: emblema del realismo di Caravaggio
La Canestra di Frutta: emblema del realismo di Caravaggio
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La Canestra di Frutta

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio - 1597-1598 circa

Una canestra di frutta. Un soggetto semplice eppure ricco di simbologie ed allusioni, reso con grande carica espressiva.

Come al solito Caravaggio, celebre artista cinquecentesco, stupisce, con estremo realismo.

E’ la tela che si può ammirare all'interno della Pinacoteca Ambrosiana.

Sembra quasi di sentirne il profumo, di gustare il sapore dei suoi frutti, di rivivere la storia che si cela dietro la composizione del dipinto. Il quadro è frutto della corrispondenza epistolare tra il cardinale Federico Borromeo ed il Cardinale del Monte, entrambi accomunati dalla stessa passione per l’arte e per un collezionismo, che nel caso del Cardinale Borromeo confluisce nel grande progetto della Pinacoteca.

La tela, realizzata tra il 1597 ed il 1598 e donata al Cardinale Borromeo nel 1618, fa parte della prima produzione artistica del pittore. Un primo periodo caratterizzato dalla stesura di soggetti a carattere naturale.

In primo piano è la canestra, un’armonia di frutti e foglie, posta su un tavolo, in posizione decentrata e quasi in bilico, come se stesse per cadere.

Un messaggio di natura effimera delle cose terrene (un tema spesso al centro del dialogo dei due cardinali), oltrepassa dai colori rossi e bruni dei frutti in netto contrasto con uno sfondo assente e carico di luce, quasi divino, che definisce riflessi e trasparenze catturando l’attenzione sull’immagine in primo piano.

L’opera, cara al cardinale, fa parte dei dipinti che hanno come soggetto la natura come la collezione di nature morte dell’artista fiammingo Bruegel.

Una curiosità: l'opera è stata raffigurata sulla banconota da 100.000 lire, detta “Caravaggio”, (di corso legale dal 1983 fino al 2001).

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