Il Museo Teatrale alla Scala nell'ex Casino Ricordi
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Museo Teatrale alla Scala

Informazioni generali

La storia del Museo Teatrale alla Scala inizia nel 1911, quando i personaggi più in vista della Milano di quegli anni, quasi tutti esponenti del ricco panorama culturale cittadino, presero la decisione di acquistare la collezione teatrale dell'antiquario Giulio Sambon, messa all’asta a Parigi. Questo fu l’inizio di una vasta collezione teatrale, a cui avrebbe contribuito il mondo intellettuale milanese legato al Teatro alla Scala. Il Museo fu ufficialmente aperto l'8 marzo 1913 nell'ex Casino Ricordi annesso al Teatro alla Scala. A quel nucleo iniziale si sono aggiunte negli anni numerose donazioni e acquisti che rendono a tutt'oggi la collezione tra le più ricche e invidiate del mondo.

 

Da non perdere

Nelle sale del Museo Teatrale alla Scala è conservata una spinetta del Seicento con scritta ammonitrice sopra la tastiera "Mano inesperta non mi toccare", opera di Onofrio Guaracino; il coperchio della cassa è stato dipinto nel 1669 da Angelo Solimena, grande pittore salernitano.

 

Tra i depositi vanno segnalati quello della Casa di riposo per musicisti fondazione Giuseppe Verdi, oltre a quelli pubblici.

Aneddoti e curiosità

Il nucleo del Museo dedicato al teatro occidentale in genere, proviene per la maggior parte dalla raccolta di Giulio Sambon, antiquario napoletano di origine francese, frequentatore assiduo della Scala a Milano, trasferitosi in Francia agli inizi del ‘900. Nel 1911 Sambon decise di mettere all’asta la sua collezione. A Milano si formò un comitato d’emergenza per raccogliere una somma sufficiente a cui aderirono il Municipio, il Governo e molti donatori privati. Le trattative si svolsero per lettera, per telegrammi e con viaggi a Parigi. La cifra richiesta era di 700 mila lire di allora che il comitato riuscì a ridurre a 450 mila. La collezione venne sottratta al miliardario americano J.P.Morgan in una sola settimana, grazie anche al contributo del governo e di 50 cittadini, sottoscrittori di una quota procapite di 5.000 Lire.

 

Il museo conserva un ritratto di Barbaja, impresario di Rossini, celebre anche per una ghiottoneria a base di cacao che si può ancora gustare a Milano: la barbagliata.

 

Al Museo è annessa la ricca Biblioteca. Alla sua nascita, nel 1913, comprendeva circa 10.000 volumi, soprattutto di critica, di storia teatrale, di partiture e biografie musicali. Nel 1952 Renato Simoni, critico del Corriere della Sera, incrementò la collezione donandole 54.000 volumi. Da allora la Biblioteca fu titolata in memoria della madre: “Livia Simoni”. Seguirono negli anni altre donazioni, che portarono la raccolta a oltre 150.000 volumi. Oggi è tra le biblioteche di settore più importanti in Italia e nel mondo. La consultazione è possibile solo su appuntamento.

 

Dettagli utili

E' possibile visitare il museo individualmente, così come  prenotare visite guidate.

Raggiungibile con M1 (linea rossa) fermata Duomo, M3 (linea gialla) fermata Duomo.

 

ACCESSIBILITA'

  • Una persona in carrozzina può in piena autonomia raggiungere l’ingresso, entrare nel Museo e visitarne tutte le sale. Può inoltre in piena autonomia raggiungere ed utilizzare i servizi igienici attrezzati a norma di legge per persone con disabilità motoria.
  • Sono disponibili audio guide TOGO (che non vanno restituite a fine visita)
  • Alcuni busti, su indicazione del personale, possono venire toccati dagli ipovedenti
  • Il Museo ha attivato un progetto di visite mensili dedicate a persone con disabilità (non vedenti, disabili, non udenti). E’ necessaria la prenotazione
  • Prezzi: il visitatore con disabilità e l’accompagnatore usufruiscono di biglietto gratuito
  • Sono presenti sistemi di allarme antincendio acustici

Mediagallery

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      • Informazioni biglietto

        Biglietto intero: 9 €
        Biglietto gruppi: 6 €
        Biglietto scuole: 3,50 €

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