Arturo Toscanini: musicista umano servitore della Scala
  •       >

Arturo Toscanini

Musicista - Parma 25/03/1867 - Riverdale (New York) 17/01/1957

Biografia

Irruento, nervoso e scrupoloso fino all’inverosimile, Arturo Toscanini era solito ripetere: “Nessuno ha da restare testimone inerte o da credere che la parte sua non conti …chi è in scena fa parte dell’opera, sta a lui donarle un soffio di vita o far di sé e di essa un peso morto: ma non pensi mai che il pubblico non si accorga di nulla”.

Arturo Toscanini nacque a Parma nel 1867. Studiò alla Regia Scuola di Musica di Parma e nel 1896 diresse per la prima volta alla Scala, di cui divenne in seguito direttore sia artistico sia amministrativo. Il Maestro rimase sempre fedele al celebre Teatro milanese, tempio mondiale del belcanto, rifiutando anche lauti compensi offerti da altri teatri.

Un giorno un grande impresario che lavorava per l’estero gli disse: “Ma se lei non ha neanche un vero contratto con la Scala!”, Toscanini rispose: “Sicuro. Ma verso la Scala io mi sento impegnato moralmente”. Qui infatti diresse innumerevoli opere dei più grandi compositori dell'epoca come Verdi, Puccini, Mascagni e Leoncavallo.

Il 14 maggio 1931 si rifiutò di far eseguire all’Orchestra l’inno fascista “Giovinezza” e a Bologna subì un’aggressione che lo indusse ad abbandonare l’Italia e a stabilirsi negli U.S.A., dove diresse l’Orchestra Filarmonica di New York. Tornò in Italia nel 1946. Inviso al regime fascista, si rifugiò in America dove rimase fino al 1946.

Il 24 maggio dello stesso anno il Corriere della Sera diede notizia di un grande evento: “Arturo Toscanini viene a Milano per dirigere due concerti, in occasione della riapertura della Scala”. Un vero trionfo, tra la commozione dei melomani milanesi che gli tributarono interminabili applausi. Nel 1952 diresse l’ultimo concerto italiano.

Nel 1957, a novant’anni, morì a Riverdale, presso New York negli Usa. Fu sepolto al Cimitero Monumentale, dove ancora oggi sono custodite le spoglie dell'indimenticabile Maestro.

Aneddoti e curiosità

Nel 1886 Toscanini si imbarcò per il Brasile come violoncellista per una stagione d'opera italiana organizzata dal direttore d’orchestra Leopoldo Miguez. Si racconta che il 30 giugno 1886, al teatro di Rio de Janeiro Miguez, in seguito a discussioni con l’orchestra, all'inizio dell'“Aida” decise di abbandonare il podio. Così Toscanini, che conosceva l’opera di Verdi a memoria, sollecitato dai compagni impugnò la bacchetta: fu in quell'occasione che nacque uno dei più grandi direttori d’orchestra della storia.

Le sue sfuriate con le orchestre restano memorabili: non esitava a dare dell’asino a un primo violino o a dire a un contrabbassista che suonava come se trascinasse un carro di buoi. Si racconta di un primo violino che faceva collezione delle bacchette spezzate irosamente dal Maestro durante le prove.

Più avanti nella sua lunga carriera, durante le prove di un’opera una primadonna osò gridare in faccia a Toscanini: “La stella sono io e non lei!”, e il Maestro le rispose: “Le stelle stanno in cielo… Un altro soprano!”.

Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi il 5 dicembre 1949 lo nominò senatore a vita per meriti artistici: Toscanini rinunciò alla carica il giorno successivo.

Nel 1957, in occasione della traslazione della salma di Toscanini al Cimitero Monumentale, il pubblico milanese assiepato in Piazza della Scala poté ascoltare, dalle porte aperte del teatro, in un silenzio surreale,  l’orchestra scaligera eseguire, senza direttore,  la “Marcia Funebre per la morte di un eroe” dalla terza sinfonia di Beethoven, in memoria del defunto Maestro.

Luoghi correlati

Via Durini, 20:

adesso casa museo;

“Zucca Galleria” (ancora esistente):

Frequentato, tra gli altri, da Verdi  e Toscanini di ritorno dalla Scala, da Umberto I,  perché si poteva gustare il miglior caffè della città;

Teatro Dal Verme:

Toscanini debutta a Milano al Teatro Dal Verme con “La forza del destino” di Verdi, “Francesca da Rimini” di Cagnoni, “I promessi Sposi” di Ponchielli. Qui dirige anche la prima dell'opera “I Pagliacci” di Leoncavallo;

Teatro alla Scala:

Dove il maestro dirige “infinite” opere. Tra cui: “Sigfrido”, “Lohengrin”, “Otello”, “Tosca”, “Eugenio Onegin”, “Tristano”, “Bohème”, “Maschere”, “Messalina”, “La Regina di Saba”, “Mefistofele”, “Germania”, “Hänsel e Gretel”, “Euriante”, “Il Trovatore” e il “Requiem” di Verdi;

Casa dell'avvocato Luigi Ansbacher

Fonti e documenti

Abbiati Franco, “Concerto Toscanini alla Scala”, Corriere della Sera, 24 maggio 1946

Stefan Paul, Toscanini, Milano: Fratelli Bocca Editori, 1937

  • loading
  • loading