D'Anzi: il padre del festivale della Canzone Milanese
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Giovanni D'Anzi

Artisti - Milano 01/01/1906 - Santa Margherita Ligure 15/04/1974

Biografia

Giovanni D’Anzi ha legato il suo nome a canzoni italiane che hanno contraddistinto un’epoca. L’elenco è lungo. Basti pensare a “Bambina innamorata”, “Nostalgia de Milan”, “Vicino a te”, “Nasce così l’amore”, “Abbassa la tua radio”, “Ma l’amore no”, “Bellezze in bicicletta”, “Non partir”, “Ma le gambe”; per continuare con: “Non dimenticar (le mie parole)”, “Signorina Grandi Firme”, “Tu, musica divina”, “Ti dirò”, “Casetta mia” e tante, tantissime altre.

Partecipò a diverse edizioni del festival di Sanremo, che vinse nel 1953 con “Viale d’autunno” cantata da Flo Sandon’s e Carla Boni. Fino ai 18 anni si fece le ossa suonando in varie orchestrine nei locali milanesi, poi tentò il salto di qualità andando a Parigi dove iniziò a raccogliere i primi successi. Tornato nella sua città, compose la sua canzone più famosa, la celebre “Madonnina” che il maestro compose il 21 ottobre 1935.

Nel testo, scritto in milanese, come tanti altri successi di Giovanni D’Anzi, si sottolineano le qualità che fanno grande Milano: la dedizione al lavoro, la laboriosità, la capacità di accogliere anche chi non è milanese di nascita e un certo orgoglio di appartenenza alla città. La “Madonnina” è la statua d’oro che si trova sulla sommità del Duomo di Milano, considerata ancora oggi il simbolo della città.

Nella stagione della grande rivista scrisse per il duo Isa Bluette - Nuto Navarrini, per Nino Taranto, per Carlo Dapporto, per Wanda Osiris, per Macario, per il duo Walter Chiari - Marisa Maresca, per Tino Scotti e per Ugo Tognazzi. D’Anzi e Bracchi hanno scritto e musicato colonne sonore per film di successo, come “Ma l’amore no…”, cantata da Alida Valli.

Durante la stagione invernale lavoravano a Milano e d’estate, nella villa di Giovanni D’Anzi, a Santa Margherita Ligure. Negli anni Sessanta del secolo scorso, D’Anzi si dedicò alla sua Milano, ideando il Festival della Canzone Milanese, presso la Gelateria di Inverigo. Partecipò a qualche spettacolo del mitico Derby-cabaret di Via Monterosa e, soprattutto, si dedicò alla pittura, dove fu più volte premiati alla mostra annuale di Via Bagutta.

Scompare a Santa Margherita Ligure il 15 aprile 1974. Alla sua morte, il Comune di Milano lo inserì tra i milanesi benemeriti e venne sepolto nella Cappella Palanti del Cimitero Monumentale di Milano.

Aneddoti e curiosità

Giovanni d’Anzi nacque in via Olocati a Milano, una via ormai scomparsa dalla toponomastica cittadina che oggi corrisponde a via Conca del Naviglio. Figlio di meridionali, il padre Antonio, pugliese, si trasferì a Milano giovanissimo, diventando prima ispettore della Birra Italia e poi gestore di una trattoria in via Martiri Oscuri.

La celebre canzone “madonnina” fu composta di notte a Milano in una notte, nella sua casa di Milano, per contrapporla alle tante canzoni napoletane e romane che negli anni Trenta spopolavano in città.

Mentre D’Anzi suonava come pianista in un piano bar, il Pavillon Dorè, sopra al Teatro “Trianon” facevano spettacolo rappresentando quasi sempre riviste napoletane e tutte le sere al finale la soubrette cantava: O sole mio! Una notte alla fine dello spettacolo D’Anzi fermò la soubrette e le disse: “Voglio scrivere qualcosa per te!”. Nacque così “Madonnina”.

Scritta in dialetto milanese, “Nostalgia de Milan” è dedicata ai milanesi che, per un motivo o per l’altro, sono costretti a restare lontano dalla loro città. Cantando questa canzone scritta intorno al 1939, Alberto Rabagliati a Brindisi fece piangere migliaia di soldati che partivano con la nave per andare a combattere in Albania e Grecia.

Con “Finestra chiusa”, cantata da Luciano Tajoli, vinse il Festival della Canzone italiana di Parigi. “Bambina innamorata” fu portata al successo da Alberto Rabagliati e ripresa successivamente da Luciano Taioli. Due altre canzoni, “Non partir” e “Ti dirò”, furono rilanciate da Tony Dallara negli anni Sessanta.

In Galleria del Corso 3, a Milano, il Comune, nell'aprile del 1990, gli ha dedicato una targa che recita: "In questa galleria c'era una volta un re...Giovanni D'Anzi scrisse magiche note e la più dolce serenata la cantò per Milano "O mia bela Madonina". Nel 1950 Giovanni D’Anzi e Marcello Marchesi nello scrivere la celebre canzone “Bellezze in bicicletta”, per l’omonimo film, si ispirarono alle gesta di Alfonsina Strada, la prima e unica donna che partecipò a un Giro d’Italia confrontandosi con gli uomini.

Nella segreteria telefonica del Marchesino, locale aperto dal celebre gastronomo Gualtiero Marchesi, è incisa un successo di D’Anzi, la “Gagarella del Biffi Scala” reinterpretata da Elio e le Storie Tese e dallo stesso Marchesi.

Luoghi correlati

via Olocati, ora via Conca del Naviglio: luogo di nascita;

Corso Vittorio Emanuele, 43: qui visse durante la giovinezza;

via Durini, 2: dove D’Anzi ha abitato a lungo;

Galleria del Corso, 4: dove si trova il pianoforte con cui suonava;

via Visconti di Vimodrone, 1: abitazione di Alfredo Bracchi. In coppia scrissero parecchie canzoni, si frequentarono assiduamente e tuttavia continuarono a darsi sempre del lei.

Fonti e documenti

Carlo Castellaneta, Il dizionario di Milano: tutta Milano dalla A alla Z: Le Lettere, Firenze, 2000.

“Ciao Giovannino”. Libro commedia di Roberto Marelli. Massimo Castoldi, Ugo Salvi, Parole per ricordare.

Dizionario della memoria collettiva: Zanichelli, 2003.

Paolo Facchinetti, Gli anni ruggenti di Alfonsina Strada: Ediciclo Editore, 2004

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