Giuditta Pasta: la più famosa voce lirica del XIX secolo
Giuditta Pasta: la più famosa voce lirica del XIX secolo
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Giuditta Pasta

Artisti - Saronno 26/10/1797 - Como 01/04/1865

Biografia

La divina Giuditta Negri Pasta, attrice, cantante (soprano) e patriota tra le più grandi interpreti dell’800, esordì a 17 anni iniziando una sfolgorante carriera e diventando una delle maggiori artiste liriche che tanto lustro hanno dato alla Scala e ai più celebri teatri del mondo, diffondendo il “bel canto”.

Nata a Saronno nel 1797, studiò al Conservatorio di Milano e nel 1816 sposò l’avvocato Giuseppe Pasta che era anche tenore. Fu musa ispiratrice di Bellini, Rossini, Donizetti e numerosi altri. Dotata di una voce calda e piena vantava una notevole presenza scenica, eccellenti doti recitative e forte tempra drammatica.

Morì a Como, nel 1865, a causa di una bronchite: nel 1990 le fu dedicato un teatro dalla città di Saronno.

Aneddoti e curiosità

Il Regio Ducal Teatro, il principale teatro dell’opera a Milano, subì tre incendi e dopo l’ultimo del 1776, fu edificato il Nuovo Regio Ducal Teatro ossia il Teatro alla Scala. Simbolo della città, noto come “Il tempio della lirica”, fu inaugurato con grande sfarzo nel 1778 con l’Opera “L’Europa riconosciuta” di Salieri.

Il Teatro è situato nell’omonima Piazza, nell’area dove prima sorgeva la chiesa trecentesca di Santa Maria alla Scala. Voluto da Maria Teresa d’Austria, fu finanziato dal Governo austriaco che si aggiudicò, tra l’altro, il palco reale e dai proprietari dei palchi del vecchio teatro in cambio del rinnovo della proprietà nel nuovo edificio.

Il progetto del Teatro fu affidato all’Architetto neoclassico Piermarini, che lo concepì attenendosi a criteri di funzionalità creando sale da pranzo e da gioco, spazi per negozi e per i servizi igienici. Notevole la dotazione tecnologica del palcoscenico, innovativa per la sala la scelta della forma a ferro di cavallo ritenuta all’epoca la migliore per l’acustica.

La facciata dispone di un accorgimento che fece storia: la Galleria delle Carrozze, che permetteva alle dame e ai signori di entrare senza bagnarsi. I nobili accedevano al teatro nel tardo pomeriggio e in attesa dello spettacolo, cenavano serviti dagli addetti che cucinavano dietro ai palchi appositivamente allestiti.

Ogni proprietario arredava il suo spazio nel quale si riceveva, si mangiava, si dormiva e si faceva l’amore. La platea, invece, sgomberata dalle poltrone, si trasformava in sala da ballo. Nel 1921 fu abolita la proprietà privata dei palchi.

Per l’architettura della costruzione il Piermarini si ispirò al teatro della “Reggia di Caserta”, progettata dal suo maestro Vanvitelli. Dopo importanti ristrutturazioni, l’ultima, radicale, è avvenuta dal 2002 al 2004, su progetto dell’Architetto svizzero Mario Botta. Il Teatro è stato restituito al pubblico con la rappresentazione dell’Opera “L’Europa riconosciuta” di Salieri, la stessa ordinata per l’inaugurazione del 1778.

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