Giuseppe Parini
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Giuseppe Parini

ecclesiastico e poeta - Bosisio Parini 1729 - Milano 1799

Biografia

Parini per poter usufruire di una modesta rendita lasciatagli in eredità, intraprende la strada per diventare sacerdote. Con lo pseudonimo Ripano Eupilino" pubblica nel 1752 una raccolta di rime che ottiene un discreto successo.

Grazie al successo ottenuto con questa pubblicazione viene ammesso all'Accademia dei Trasformati dove conosce Cesare Beccaria e Pietro Verri, e con loro partecipa alla vita intellettuale della Milano illuministica. Dal 1754, anno in cui prende i voti è precettore nelle case di nobili famiglie milanesi: i Serbelloni e gli Imbonati

Forte dell'esperienza maturata in casa Serbelloni, Parini osserva da vicino la vita della nobiltà in tutti i suoi aspetti, e trova spunto per delineare quello che sarà poi il suo poema più famoso. Dopo l’accoglienza favorevole e il successo delle prime due parti de "Il Giorno", (Il Mattino e il Mezzogiorno) il Parini viene segnalato al governatore di Milano, conte di Firmian ed ottiene in rapida successione la direzione della "Gazzetta di Milano"; la cattedra di Eloquenza e Belle Arti alle Scuole Palatine (che nel 1773 diventeranno ginnasio di Brera); infine gli viene assegnata la sovrintendenza delle scuole pubbliche. Nel 1796 con l'arrivo a Milano dei francesi entra a far parte per qualche tempo della municipalità democratica di Milano. Le ultime due parti del “Il Giorno” (Il vespro e La notte incompiute)-sono pubblicate postume nel 1801 .Il poeta muore nella sua abitazione di Brera il 15 agosto 1799.

Aneddoti e curiosità

L’Accademia dei Trasformati, aveva sede nel palazzo degli Imbonati, in Via Marino, dove il conte Carlo Maria la fonda nel 1743 e dove avrà sede fino al 1768. Nel XIX il palazzo verrà demolito. Un ritratto dei partecipanti all’Accademia è conservato presso la Pinacoteca Ambrosiana.

Viene sepolto a Milano nel 1799 in una fossa comune del Cimitero della Mojazza, fuori Porta Comasina, con funerali molto semplici come egli stesso aveva voluto nel suo testamento che così recita: “voglio, ordino e comando che le spese funebri mi siano fatte nel più semplice e mero necessario ed all’uso che si costuma per il più infimo dei cittadini.”

Nel carme Dei sepolcri, scritto nel 1806, Foscolo denuncia in un’ode famosa la sepoltura del Parini che giace tutt’ora senza tomba, e descrive come le ossa del grande poeta si trovino nella desolata campagna, forse mescolate a quelle di un ladro che ha scontato i suoi crimini sul patibolo.

 

Personaggi correlati

Ugo Foscolo, GianCarlo Passeroni, Giuseppe Candido Agudio di Malgrate, Conte Giuseppe Maria Imbonati, Pietro Verri, Cesare Beccaria (Accademia dei Trasformati), Pietro Secchi.

 

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