Giuseppe Verdi: la grandiosa vita del cigno di Busseto
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Giuseppe Verdi

Musicista e compositore - Roncole di Busseto 10/10/1813 - Milano 27/01/1901

Biografia

Giuseppe Verdi è uno dei compositori e maestri più celebri della storia. Compose trentadue opere, pagine religiose, tra cui la “Messa di Requiem”, musica da camera per archi, liriche e composizioni corali.

Nato da una famiglia umile, inizia la sua carriera proprio a Busseto, in provincia di Parma. Giunto a Milano con l'obiettivo di frequentare il Conservatorio, resterà in città nonostante in netto rifiuto e stringerà con il pubblico milanese un sodalizio unico.

Durante tutto il periodo meneghino, Verdi fu ospite di molte  famiglie dell’aristocrazia, oltre che degli editori Lucca e Ricordi, con cui strinse una grande amicizia. In seguito alla morte della moglie e all’insuccesso del 1840 con “Un giorno di regno”, una delle sue composizioni meno riuscite, pensò di abbandonare la carriera musicale.

Così andò da Merelli, direttore della Scala, per rompere il suo contratto. Ma questi, fiducioso del suo talento, non volle mollare. Dopo svariati tentativi, fu però costretto a sciogliere Verdi dai suoi impegni con la promessa che sarebbe tornato da lui se avesse cambiato idea. Così, il compositore lasciò la città e ritornò nel paese di nascita. Ma la vita troppo tranquilla lo stancò presto e decise di tornare a Milano, dove più tardi fu convinto dallo stesso Merelli a musicare una nuova opera.

E fu grazie al “Nabucco” che Verdi continuò con grande successo la sua carriera. Da allora ottenne riconoscimenti sempre maggiori e una crescente popolarità fino a diventare Senatore del Regno d’Italia. Nel 1873

Verdi fu molto colpito dalla Morte di Alessandro Manzoni. In quell’occasione scrisse a Ricordi: “Sono profondamente addolorato per la morte del nostro Grande. Ma io non verrò domani a Milano, perché non avrei cuore di assistere ai suoi funerali. Verrò fra breve per visitarne la tomba, solo e senza essere visto, e forse (dopo ulteriori riflessioni, e dopo aver pesato le mie forze) per proporne cosa ad onorarne la memoria.”

E infatti compose la “Messa di Requiem” dedicata al grande scrittore. Dopo gli “anni del silenzio”  in cui pareva fosse scomparso nell'autore ogni stimolo creativo seguirono le sue due ultime opere mature, due autentici capolavori “Otello” e “Falstaff”.

Qualche anno prima della sua morte fondò a Milano la Casa di Riposo per Musicisti sita in Piazza Buonarroti.

Aneddoti e curiosità

Verdi conserverà per tutta la vita il fascicolo riguardante la sua richiesta di ammissione al Conservatorio milanese - datata 22 giugno 1832 - legato con una fascetta, sulla quale aveva scritto di suo pugno: "fu respinta!".  Così, quando nel 1900, l’allora Ministro della pubblica istruzione Guido Baccelli si rivolgerà a Verdi perché il maestro consenta a intitolare, con il suo nome, il Conservatorio, ne avrà un gentile ma netto rifiuto. E Verdi commenterà: "Non mi hanno voluto da giovane, non mi avranno da vecchio!".

Di carattere ruvido (del quale ogni tanto amava compiacersi ricordando le sue origini contadine) e anche un po’ misantropo, fece seppellire il proprio cagnolino nel giardino della villa di Sant’Agata (presso Busseto, tuttora visitata quotidianamente da turisti e appassionati) , con un cippo recante la scritta: “In memoria di un vero amico”. 

Luoghi correlati

Teatro dei Filodrammatici:

Lavigna gli permise di partecipare alle prove di una orchestra di dilettanti con la quale, nel 1834, durante un concerto di beneficenza, in qualità di maestro al cembalo e in coincidenza con l’assenza casuale del maestro titolare, eseguì l’oratorio La creazione di Joseph Haydn;

Teatro alla Scala:

Dove fu rappresentata la prima opera di Giuseppe Verdi “Oberto conte di San Bonifacio”, grazie all’intercessione di Giuseppina Strepponi che convinse Bartolomeo Merelli. Inoltre venne eseguita la prima rappresentazione di Un giorno di regno e fu rappresentato il Nabucco;

Chiesa di San Marco:
Dove 22 maggio 1874 venne eseguita la “Messa di Requiem” che Verdi aveva composto in onore di Alessandro Manzoni, scomparso l’anno prima. L'evento segnò profondamente la vita del Maestro, seguirono gli “anni del silenzio” in cui pareva  fosse scomparso in Verdi ogni stimolo creativo;

Piazza Buonarroti, 29:
Si Trova la Casa di Riposo per Musicisti fondata da Verdi;

Hotel Et de Milan in Via Manzoni, 29:
Dove Verdi alloggia numerose volte la più importante nel 1887 la sera della prima di Otello. Il  27 gennaio 1901 il Maestro morì all'Hôtel Milan di Milano;

Durante tutto il periodo “milanese”, Verdi fu ospite di molte  famiglie dell’aristocrazia milanese, oltre che degli editori Ricordi e Lucca. Come tantissimi altri musicisti, frequentò assiduamente i Salotti e i Caffè letterari di Milano. I più celebri erano quelli della principessa Cristina Belgiojoso Trivulzio, quello della contessa Clara Maffei (1834, in Via dei Tre Monasteri, attuale Via Monte di Pietà), grande amica di Verdi con la quale mantenne per tutta la vita un’amicizia solida, coltivata anche tramite lo scambio di lettere (così come il marito, il celebre poeta Andrea Maffei), quello delle contesse Appiani Marignano, Emilia Morosini e di sua figlia Giuseppina, futura contessa Negroni Prati. Frequentò, inoltre, il Caffè Martini (in piazza della Scala);

Verdi frequentò molto anche Villa Maffei a Clusone, nel bergamasco, dove un busto di bronzo, nei pressi della villa, ricorda oggi la presenza del Maestro;

Nel gennaio 1901, nei tre giorni precedenti la morte di Verdi, la Via Manzoni (dove si trovava l’Hotel che lo ospitava)  fu ricoperta di paglia, perché il rumore delle carrozze non disturbasse l’agonia del Maestro;

Casa Barezzi;

Casa Saletti in Via S. Marta, 19;

Casa Dupuy in contrada S. Paolo;

Casa nel quartiere di Porta Ticinese;

Casa in contrada S. Simone (oggi Cesare Correnti);

Casa di riposo per musicisti, Piazza Buonarroti, 29;

Salotto di Cristina Belgioioso Trivulzio;

Salotto di Clara Maffei, Via Monte di Pietà;

Salotto della contessa Appiani Marignano;

Salotto della contessa Emilia Morosini;

Salotto di Giuseppina Negroni Prati;

Caffè Martini, Piazza della Scala.

Fonti e documenti

Franco Abbiati, Giuseppe Verdi (4 voll.), Ricordi, Milano, 1954.

Garibaldi Franco Temistocle, Giuseppe Verdi nella vita e nell’arte, Firenze: Bemporad, 1904.

Marchesi Gustavo, Pasi Mario, Verdi, Parma: G.D.P. Editrice, 1993.

Pougin Arthur, Vita aneddotica di Verdi, Firenze: Passigli Editori, 2001.

Sabba Marsilio, La vita di Giuseppe Verdi: artistica, aneddotica, popolare, Milano: Soc. Editrice Milanese, 1913.

Toye Francis, Giuseppe Verdi: la sua vita e le sue opere, Milano: Longanesi, 1950.

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