Milano capitale del Ducato: dai Visconti agli Sforza
  •       >

Dai Visconti al Rinascimento
(Dal XIII al XV Secolo)

Il periodo dei Comuni si conclude con la signoria dei Visconti, al potere dal 1277 al 1447.
In questo lungo periodo Milano fu la capitale di un vasto Ducato. Gian Galeazzo creò uno Stato territoriale esteso sull'intera Lombardia e su gran parte delle regioni circostanti che regalò alla capitale un ampio respiro politico, culturale e rafforzò la potenza economica.
Appartiene a questo arco di tempo (1386) l’inizio della costruzione del Duomo e del Castello.

 

La curiosità: all'inizio della prima campata a destra del Duomo, una piccola lapide riporta queste parole:" El principio del domo di Milano fu nel anno 1386".

 

Per costruire le fondazioni del Duomo furono demoliti l'arcivescovado antico e le case dei canonici che si trovavano accanto a Santa Maria Maggiore. I canonici si dispersero in varie dimore fino alla costruzione della nuova canonica da parte di Carlo Borromeo.

 

Alla morte del Duca Filippo Maria Visconti avvenuta il 13 agosto 1447 terminò la dinastia e dai milanesi fu fondata la Repubblica ambrosiana che durò fino all’11 marzo 1450, data d’arrivo di Francesco Sforza, condottiero al servizio dei Visconti che soffocò un tentativo di restaurare i poteri comunali e divenne Duca di Milano.

 

Quello che segue è un periodo di rigoglio e di crescita. Milano è considerata la più grande e ricca città d'Italia, oltre che un vivacissimo centro culturale e artistico. La sua corte è una delle più eleganti e raffinate d'Europa e molto merito ebbe Bianca Maria, donna assai intelligente e colta.

 

In questi anni furono edificati il Castello Sforzesco e l’Ospedale Maggiore e la città risultava animata da artisti e personaggi illustri come Leonardo da Vinci che qui dipinse il celebre affresco de l’Ultima Cena e l’architetto Donato Bramante che innalzò la tribuna della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

 

La curiosità: tra le leggende legate alla nascita del panettone si ricorda l’aneddoto che lo fa risalire alla corte di Ludovico Sforza e all’invenzione di uno dei suoi sguatteri che, unendo uova,  zucchero, uvetta e canditi all’impasto del dolce, preparato dal cuoco di corte (la tradizione non ce ne dice il nome) entusiasmò il Duca,  da cui ne derivò , appunto, il nome “Pan de Toni”.

  • loading
  • loading