Le origini: la fondazione celtica e la conquista romana
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Le origini celtiche, i Romani e l’Impero (Dal 600 a.C al 397 d.C)

Si narra che Mediolanum (Milano), forma latinizzata del nome Mediolanon - interpretabile come centro del territorio  sia in senso geografico che religioso - sia stata fondata dalla popolazione celtica degli Insubri  nel 590 a.C. Secondo la tradizione, riportata da Tito Livio, la fondazione avvenne attorno al 600 a.C. ad opera di Belloveso, capo della tribù celtica dei Biturigi, che si stabilirono tra il Ticino e l’Adda dopo aver vinto gli abitanti dell’Insubria.
Un’altra  tradizione riportata da Isidoro di Siviglia (VI – VII sec. d.C.) fa invece  risalire il nome al rinvenimento da parte di Belloveso di una scrofa semilanuta (in medio lanae) che diventa il simbolo della Milano gallica fino al IV secolo.
Nel 223 i Romani entrarono nel territorio degli Insubri presso la confluenza dell'Adda con il Po, si allearono coi Cenomani e iniziarono a devastare i villaggi della pianura. Gli Insubri scesero in campo con 50 mila uomini, ma vennero sconfitti al fiume dal console Flaminio.   
Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, Milano fu conquistata dai Romani nel 222 A.C. , guidati dai consoli Marcello e Cornelio Scipione. Il territorio viene chiamato dai romani “Gallia Cisalpina” o “Gallia togata”.
Grazie alla sua posizione nei confini settentrionali dell’Impero, la città  fu di grande importanza per le campagne di Cesare per la conquista della Gallia (dal 58 a.C. al 50 a.C.). Sull’onda dello sviluppo economico, la città venne elevata a ruolo di municipium prima e di colonia imperiale poi.
Quando Diocleziano (284 – 305 d.C.) decise di dividere l'Impero in due, tenne per sé l'Oriente e Milano divenne residenza di Massimiano, posto a capo dell'Impero Romano d'Occidente.
Risale a lui la costruzione di una seconda cerchia di mura, lunga circa quattro chilometri e mezzo che si dipana nei pressi dell'attuale Foro Bonaparte. Il 1 maggio del 305 a Milano avvenne la cerimonia di abdicazione di Massimiano, nel momento stesso in cui Diocleziano abdicava a Nicomedia. Successivamente Massimiano si ritirò in Lucania e si aprì un periodo di  guerre di successione, nel corso delle quali in pochi anni si succedettero tre imperatori: prima Severo che preparò la spedizione contro Massenzio, lo stesso Massenzio in lotta contro Costantino e infine Costantino reduce dalla vittoria contro Massenzio.
Nel 313 d.C., l’imperatore Costantino emanò a Milano il suo famoso editto, che liberalizzò tutti i culti nell’impero, ponendo  fine alle persecuzioni contro i cristiani e  creando le basi per la futura ascesa del Cristianesimo a religione di Stato. Nell’ottobre del 374 a Milano morì il  Vescovo  ariano Aussenzio  e subito scoppiarono dei tumulti fra cattolici e ariani per la successione del vescovo. Venne designato eccezionalmente,  il governatore Aurelio Ambrogio, come garante della pace, laico e neppure battezzato. Ambrogio, divenuto vescovo suo malgrado, fece di Milano il centro più importante della Cristianità.
Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, il Vescovo Ambrogio combattè il paganesimo e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’impero. Morì a Milano nel 397 lasciando come successore Simpliciano. Simpliciano ebbe una parte importante nella preparazione di Ambrogio al battesimo e all'episcopato e anche in seguito lo assistette nella sua formazione culturale. Agostino lo ricorda con gratitudine nelle Confessioni.
Ambrogio fece costruire quattro Basiliche ai lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo. Esse corrispondono all'attuale San Nazaro, San Simpliciano,  Sant’Ambrogio (ove lo stesso vescovo vi è sepolto) e infine San Dionigi.

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