Ex Stabilimento Lagomarsino
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Ex Stabilimento Lagomarsino

Informazioni generali

Prestigiosa industria milanese, la Lagomarsino ha prodotto per decenni macchine da calcolo e registratori di cassa. L’insediamento produttivo di viale Umbria oggi ospita diverse attività, mantenendo quasi intatte le caratteristiche urbanistiche e architettoniche originarie.

La Lagomarsino è stata per oltre settant’anni una delle più prestigiose aziende nella produzione di macchine meccaniche da calcolo. Fondata a Milano nel 1896 da Enrico Lagomarsino, l’impresa si è sviluppata grazie a una dinamica organizzazione di vendita, specializzata in macchine addizionatrici, calcolatrici e contabili che inizialmente venivano importate dalla Germania e da altri paesi europei.

Dopo il fiorente avvio dell’attività commerciale, nel 1907 Enrico Lagomarsino prese la decisione di avviare una produzione propria, costruendo un vasto stabilimento industriale in viale Umbria. Nella fabbrica, denominata inizialmente “Fabbrica Addizionatrice Italiana”, in modo da separare il già esistente ramo commerciale da quello industriale, lavoravano ben 1800 operai. Alla morte del fondatore, nel 1918 le redini aziendali passarono al figlio Luigi che con notevole spirito imprenditoriale riuscì a darle ulteriore sviluppo: prima e durante gli anni della seconda guerra mondiale la Lagomarsino introdusse così due nuove linee di prodotto contribuendo allo sviluppo delle calcolatrici elettromeccaniche. Oltre a macchine da calcolo e registratori di cassa, nel secondo dopoguerra l’impresa diversificherà l’attività di produzione, aprendosi ancora di più al settore della cartoleria con la fabbricazione di stilografiche, matite, articoli da cancelleria e da ufficio.

Dopo la dismissione dello stabilimento, negli anni Ottanta su impulso del Comune di Milano si procedette al recupero industriale dell’area, allo scopo di offrire nuovi spazi al settore secondario e terziario. Conservando gli edifici originali e la medesima struttura urbanistica, l’intervento progettato dall’architetto Giorgio Fiorese consentì di inserire nello stabilimento ventisette nuove unità produttive. L’area dello stabilimento, compreso tra viale Umbria, via Lattanzio, via Tito Livio e via Tertulliano, è ancora oggi ben riconoscibile, così come l’edificio nobile a due piani in cui trovavano posto gli uffici riservati all'amministrazione, situato all’incrocio con via Tertulliano. Lungo le vie che racchiudono il lotto sono ancora visibili le grandi aperture che consentivano l’afflusso di luce per i capannoni adibiti alle varie fasi della lavorazione. Malgrado diversi interventi di ristrutturazione, inglobando al suo interno nuove attività produttive e commerciali, l’ex Lagomarsino rappresenta oggi uno dei primi e più riusciti esempi milanesi di riutilizzo industriale.

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