Ex Tecnomasio Italiano Brown Boveri (TIBB)
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Ex Tecnomasio Italiano Brown Boveri (TIBB)

Informazioni generali

Costituito da Luigi Longoni, Carlo Dell’Acqua e Ignazio Porro, il Tecnomasio italiano era originariamente situato in via Pace, a due passi dalla Rotonda della Besana, e produceva principalmente strumenti di precisione. Pochi anni dopo, grazie alla guida dell’ingegnere Bartolomeo Cabella, il Tecnomasio avviò la produzione di lampade ad arco voltaico, specializzandosi progressivamente nella costruzione di materiale elettromeccanico come dinamo per l’illuminazione elettrica e apparecchiature per la nascente industria idroelettrica. 

Il 15 ottobre 1903 la fusione con l’impresa svizzera Brown Boveri portò il nuovo Tecnomasio italiano Brown Boveri (TIBB) a diventare un’impresa internazionale, dirigendo la sua politica industriale a grandi volumi di produzione e assorbendo alcune delle realtà migliori dell’industria elettromeccanica nazionale. In questo nuovo contesto produttivo, nel maggio del 1906 l’azienda deliberò l’acquisto di una vasta area fuori Porta Romana vicino all’omonimo scalo merci: lì sarebbero sorte in vari stadi dal 1907 le grandi officine storiche, costruite secondo i precisi dettami di Ernesto Vannotti, nuovo amministratore delegato dell’impresa. Contemporaneamente, il TIBB rilevò lo stabilimento di via De Castillia della Gadda & C. e iniziò la costruzione di un grande complesso industriale a Vado Ligure, destinandoli entrambi alla produzione di macchinari per la trazione tranviaria e ferroviaria. 

La prima metà del Novecento si rivelò per il TIBB l’inizio di un’epoca dorata grazie alla sempre più frequente elettrificazione delle attività industriali e dei trasporti, così come alla continua crescita della domanda interna italiana. Neanche la militarizzazione e riconversione a scopi bellici durante la prima guerra mondiale arrestò la crescita dell’impresa: oltre a completare lo sviluppo edilizio dello stabilimento, negli anni Venti e Trenta il TIBB svolse infatti un ruolo di primo piano nella costruzione di materiale elettrico rotante e di trasformatori per centrali idroelettriche. 

Nel 1936 il TIBB poteva vantare nei suoi stabilimenti 850 impiegati e 3200 operai e varie commissioni nazionali, anche grazie all’impulso e al prestigio del suo presidente, Ettore Conti. Duramente colpita dai bombardamenti del 1943, nel dopoguerra fu riattivata la produzione di grandi macchine elettriche rotanti e lo stabilimento si espanse ulteriormente con la costruzione di nuovi edifici. 

Con l’inizio del “boom economico” il TIBB iniziò a diversificare l’offerta dei suoi prodotti in numerosi altri settori industriali. Dopo la fusione nel 1988 con la società svedese Asea e il cambio di denominazione in ABB (Asea Brown Boveri), l’impresa nel 2001 ha lasciato gli edifici storici per la nuova sede di Sesto San Giovanni. Oggi una parte dello stabilimento è stata riqualificata e riconvertita a sede di uffici e a funzioni commerciali, mentre verso la ferrovia molti capannoni industriali sono stati abbattuti per fare posto a edilizia residenziale. Al di là della sede amministrativa, della storica ciminiera e di pochi altri edifici, a perpetuo ricordo di uno dei luoghi storici dell’industria elettrotecnica nazionale e della memoria operaia milanese, rimane ancora la scritta “Lodi TIBB” impressa nella segnaletica dell’adiacente fermata M3.

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