Fontana dell'acqua marcia
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Fontana dell'acqua marcia

Arch. Ing. Amorosi - 1925-1928

In Via Elvezia, nel Parco Sempione proprio accanto all’Arena, “sopravvive” ancora oggi la caratteristica fontana che in dialetto milanese prende il nome de l’Acqua Marscia. Costruita tra il 1925 ed il 1928 dall’Arch. Ing. Amorosi, questa fontana godeva, in passato, del titolo di “toccasana per la salute”, grazie alle proprietà delle sue acque solforose che, nonostante l’acre odore, sembravano avere effetti benefici sulla salute. Era ritenuta miracolosa per le vie urinarie e per le vie biliari, ideale per la digestione, la respirazione, la circolazione. Insomma una vera fonte di eterna giovinezza. Effettivamente documenti scientifici degli archivi del Comune dimostrano che l’acqua era ricca di minerali tra cui manganese e zolfo, ma dal 2000, con i nuovi standard sanitari, l’acqua è stata dichiarata “non potabile”. Eppure un tempo era normale vedere processioni di milanesi andare alla fontana a riempire bottiglie e fiaschi. Di forma ottagonale, la fontana è decorata sui fianchi da mascheroni, ovvero grandi maschere dai tratti grotteschi molto simili ad un viso umano deformato. Essa è sempre stata nel corso dei tempi un punto di ritrovo, dove i milanesi improvvisavano comizi e discussioni sulla politica e sull’amministrazione della città. Per questa ragione, e forse per la sua forma a montagnetta coperta di erba, era soprannominata “Montecitorio”.

 

Le cosiddette fontane dell’acqua marcia a Milano sono tre, tutte accomunate dalle medesime caratteristiche strutturali (forma ottagonale a tumulo con bocche laterali) ma l’unica ancora attiva è quella del Parco Sempione. Le altre due fontane gemelle si trovano in Piazza Sant’Angelo, sul sagrato della chiesa omonima, e nello spartitraffico di Viale Piceno.

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