Foro Bonaparte
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Foro Bonaparte

Informazioni generali

Ispirato, nel nome ed in parte nel tracciato, all'originaria idea dell'architetto Giovanni Antolini, il Foro Bonaparte si compone di due semi-anelli concentrici che circondano piazza Castello. Rappresenta uno degli episodi più interessanti del progetto urbanistico che, all'interno del piano regolatore del 1884, coinvolge lo spazio vuoto che, per secoli, aveva separato il Castello Sforzesco dalla città.

Il braccio sinistro del Foro conduce a Piazzale Cadorna e al quartiere Magenta, quello di destra, invece, si innesta, oltre piazzale Marengo, sull'asse di via Legnano, verso Porta Volta.

Da non perdere

Tra gli edifici che si affacciano su Foro Bonaparte, meritano una citazione la Fondazione Antonio Mazzotta (al n. 50), uno dei più prestigiosi spazi artistici privati della città e, all'angolo con via Sella, il Museo del Collezionista d'Arte, dedicato sia al collezionismo sia ai modi con cui riconoscere i falsi.

Aneddoti e curiosità

Giovanni Antolini, ideatore del progetto originale, aveva concepito all’inizio dell’Ottocento una piazza circolare di circa 570 metri di diametro - il Foro Bonaparte appunto - con edifici pubblici di forma classica (le Terme, il Pantheon, il Museo Nazionale, la Borsa, il Teatro, la Dogana), collegati da portici sui quali si sarebbero aperti magazzini, negozi ed edifici privati.

L'anello avrebbe contenuto un canale circolare raccordato in due punti al sistema dei Navigli. Al centro dello spazio pubblico, il palazzo del governo. Tuttavia, dopo la posa della prima pietra nell'aprile 1801, il progetto è abbandonato e l'intera area subisce graduali modifiche.

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