Sistema Navigli: Il Laghetto di San Marco
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Sistema Navigli: Il Laghetto di San Marco

Informazioni generali

Il Laghetto di San Marco costituito da uno slargo voluto alla fine del ‘400 era il secondo punto di approdo del Naviglio in Milano (il primo era la Darsena) che evitava alle imbarcazioni provenienti da nord (Martesana e Paderno) di fare il giro della cerchia fino alla Darsena di porta Ticinese. 
Due ponti collegavano le sue sponde: il ponte Medici (noto come ponte dei suicidi) e il ponte posto di fronte alla Chiesa di S. Marco. Sul lato ovest si concentravano numerosi impianti artigianali, tra i quali il più famoso era la bottega dello scalpellino Pirovano. Al laghetto di San Marco arrivavano in particolare la calce utilizzata nell’attività edilizia e le pietre destinate agli scultori operanti in casa Medici. Più tardi sarà il punto di arrivo della carta proveniente dalla cartiera Burgo di Corsico che serviva il Corriere della Sera. La Chiesa di San Marco prospettava direttamente sul Laghetto e aveva dinnanzi l’omonima Conca che chiudeva il Bacino e controllava l’immissione delle acque del Laghetto nel Naviglio interno. 
Nelle vicinanze si trova la Pinacoteca di Brera.

Il Naviglio Interno
Creato a metà del XII secolo come fossato difensivo ad opera dell’ingegnere militare Guglielmo da Guintellino fu distrutto da Barbarossa per ben due volte (1158, 1162); già dal 1167 i milanesi provvidero a ricostruirlo, approfondirlo e allargarlo rendendo così possibile integrare la funzione di difesa con quella di irrigazione e di navigazione. Nella Fossa Interna si distinguevano il Naviglio di San Gerolamo (lungo l’attuale via Carducci) e il Naviglio Morto (lungo l’attuale via Pontaccio). Solo dal 1496 con l’immissione delle acque della Martesana nella Fossa interna si raggiunsero per questo tratto le condizioni per una sua reale navigabilità, in tal modo la funzione commerciale prevarrà rispetto a quella difensiva. 
Con la costruzione dei Bastioni spagnoli (1546-1566), la Cerchia dei Navigli si verrà a trovare all’interno delle mura che recingono la città e prenderà definitivamente il nome di Naviglio Interno.

Approfondimenti

  • Immagine 1: La Carta degli Astronomi di Brera (1810) individua il Laghetto di San Marco (1) - con la prospettante casa Medici o degli scultori (3) - alimentato dalle acque della Martesana (2) da nord fino alla Conca di San Marco (4) da dove proseguono passando sotto il ponte di S. Marco per fluire nel Naviglio Interno o Fossa interna (7). Lungo questo percorso dopo il ponte del Marcellino incontrano e superano l’omonima Conca del Marcellino (8); in corrispondenza della Conca formano una derivazione che serviva all’attività della Fabbrica del cioccolato Theobroma. In parallelo alla conca di San Marco la Martesana passando da un canale secondario (5) sotto il Ponte Beatrice alimentava il Naviglio Morto di via Pontaccio (6) che portava al fossato che circondava il Castello Sforzesco (Milano Civica raccolta Bertarelli).
  • Immagine 2: Luigi Premazzi (1814-1891) Veduta della facciata della chiesa di San Marco, 1837 - Collezione Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano. 
    Nello scorcio a sinistra si intravede il Laghetto di San Marco ben riconoscibile dalla casa dei Medici dominante sul fondo. Le acque sono quelle della Martesana che, passando sotto il piazzale antistante alla Chiesa di San Marco, alimentano il Naviglio Interno, qui rappresentato in primo piano proprio nel punto in cui nasce per scorrere tutt'intorno al centro storico fino all'incontro con i Navigli Vallone e San Girolamo.
  • Immagine 3: Angelo Inganni (Brescia 1807-1880) Veduta del Naviglio e della chiesa di San Marco in Milano, 1835 - Collezione Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano.
    Il dipinto mostra il Naviglio Interno lungo la via Fatebenefratelli nel punto d’immissione della Martesana in primo piano. Questa immagine è interessante in quanto con la rappresentazione di barconi e zattere evidenzia la funzione primaria del Naviglio come via d’acqua per trasportare verso la città i vari materiali provenienti dal territorio e verso il territorio i manufatti prodotti dalle botteghe cittadine. In fondo si vede il ponte del Marcellino.
  • Immagine 4: Angelo Inganni (Brescia 1807-1880) Il Naviglio dal ponte di San Marco, 1834-1837 - Collezione Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano.
    Il dipinto rappresenta la complessità di elementi funzionali che si susseguivano lungo il corso dei Navigli cittadini caratterizzandone l’aspetto così pittoresco: il Laghetto di San Marco - il porto per le merci che arrivavano dal territorio dell’Adda per essere trasbordate dai barconi (comballi) ai carri trainati da cavalli. In primo piano la conca di San Marco, l’ultimo salto della Martesana prima di immettersi nel Naviglio Interno. Questa “veduta” ci comunica anche la vivacità della scena urbana del tempo dove convivevano l’addetto all’apertura della chiusa, gli scaricatori con i carri, i cittadini variamente impegnati lungo l’alzaia del Naviglio.
  • Immagine 5: La foto d’epoca rappresenta il Laghetto di San Marco e le architetture di contesto: in particolare la Casa dei Medici o degli Scultori (conservata anche nella realtà attuale) accanto alla quale l’omonimo ponte connetteva le due sponde del laghetto. (Civico Archivio Fotografico, Milano).
  • Immagine 6: Questa è la foto dello stato attuale dello spazio occupato dal Laghetto di San Marco. Domina anche qui la Casa dei Medici o degli Scultori, ma con la trasformazione della superficie che non è più uno specchio d’acqua, ma di asfalto, si è perso irrecuperabilmente il fascino del tempo. (Foto Vascelli Vallara)
  • Immagine 7: La foto d’epoca mostra in primo piano la Conca di San Marco vista dall’omonimo ponte. Sul fondo domina la casa Medici o casa degli Scultori conservata anche nel contesto attuale, così come l’edificio in primo piano a destra nella piazzetta davanti alla Chiesa di San Marco. (Civico Archivio Fotografico, Milano)
  • Immagine 8: La foto d’epoca rappresenta la Conca del Marcellino e il retrostante omonimo ponte. Sulla destra è riconoscibile la Chiesa di San Marco, mentre sulla sinistra si trovava l’edificio della Fabbrica di cioccolato Theobroma la cui attività era resa possibile dalla forza idraulica prodotta da una derivazione del Naviglio Interno. (Civico Archivio Fotografico Milano)

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