Sistema Navigli: Il Laghetto di Santo Stefano
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Sistema Navigli: Il Laghetto di Santo Stefano

Informazioni generali

Il laghetto che si apriva a lato dell’antico complesso ospedaliero della Ca’ Granda (ora sede universitaria) costituiva un piccolo porto dove arrivavano i blocchi di marmo di Candoglia, trasportati via acqua lungo il canale interno su barconi con la scritta sulla prua AUF (Ad Usum Fabbricae, che segnalava l’esenzione da dazio – gabelle - donde l’espressione “a ufo” con significato “gratis”). Si calcola che vi transitarono ben 550.000 blocchi che venivano scaricati con un grosso argano detto “falcone” per essere caricati su carri e portati via terra al vicino cantiere per l’edificazione del Duomo, voluto nel 1386 da Gian Galeazzo Visconti. Il Laghetto fu chiuso nel 1857 con decreto di Francesco Giuseppe per incompatibilità con il vicino ospedale a causa dei miasmi esalati dalla acque stagnanti. 
Tra i monumenti meritano di essere citati: l’Ospedale Maggiore/Ca’ Granda, edificio rinascimentale voluto da Francesco Sforza, i Giardini della Guastalla, dove si può ammirare una pregevole peschiera barocca, e il Duomo.

Approfondimenti

  • Immagine 1: Marc'Antonio Barateri, "Novo et accurato disegno della Lombardia", 1637 - Milano Civica Raccolta Stampe Bertarelli. Percorso via acqua del marmo di Candoglia, dalla cava di Val d'Ossola lungo il fiume Toce fino al Lago Maggiore su imbarcazioni verso il fiume Ticino, quindi lungo il Naviglio Grande fino al Naviglio Interno alla città di Milano dove viene sbarcato al Laghetto di Santo Stefano e portato al Duomo su carri.
  • Immagine 2: In questa Carta degli Astronomi di Brera del 1810 sono rappresentati il Laghetto di Santo Stefano (1), la vicina chiesa di Santo Stefano (2) che ha dato il nome a questo bacino dove dal Naviglio Interno (3) arrivavano su natanti i massi di marmo per essere scaricati e portati su carri al cantiere del Duomo (4). La vicinanza con l’Ospedale Maggiore (5) ha determinato nel 1857 la copertura del laghetto per motivi igienici. Di fronte sono ancora visitabili i Giardini della Guastalla (6). (Civica Raccolta Stampe Bertarelli)
  • Immagine 3: Il Laghetto di Santo Stefano fu chiuso nel 1857, quindi questa foto è stata scattata prima ed è interessante in quanto documenta con l’obbiettività fotografica lo stato di questo specchio d’acqua nella prima metà dell’Ottocento e degli edifici del suo contesto che si presentano con quell’aspetto degradato che probabilmente caratterizzava molte architetture minori del centro storico. Non è presente il “falcone” che si vede nel dipinto di A. Ferrari. È possibile che in questo periodo non fosse più necessario. (Civico Archivio Fotografico, Milano)
  • Immagine 4: Arturo Ferrari (1861 – 1932) “Il Laghetto di Santo Stefano”. Il dipinto è particolarmente interessante perché rappresenta lo scarico dei massi di Candoglia dalle imbarcazioni ai carri mediante il “falcone”, una gru a forma di forca. Qui si vede anche il carro che riceveva il carico per portarlo nel vicino cantiere del Duomo. Ferrari era nato (1861) dopo la chiusura del Laghetto di S. Stefano (1857), pertanto l’immagine rappresentata costituisce una ricostruzione del pittore. (Collezione Privata)

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