Il Quartiere Isola, Porta Garibaldi e Porta Nuova
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Isola, Garibaldi e Porta Nuova

L’area è una sintesi di tradizione e contemporaneità, di storia e di innovazione nel concepire il tessuto urbano. Da una parte l’Isola – che conserva una sua identità autonoma – dall’altra il nuovo quartiere di Porta Nuova che ha riqualificato una vasta porzione di Milano proponendo nuove connessioni tra luoghi prima nettamente separati. E poi Porta Garibaldi e la sua movida e il Cimitero Monumentale, un museo a cielo aperto.

Il quartiere Isola
Il quartiere prende il nome da alcune aree che delimitavano antiche cascine della zona – chiamate “isole” – ma anche dalla condizione di reale isolamento del suo contesto urbano rispetto al resto della città. Si sviluppa alla fine dell’Ottocento in seguito alla creazione della linea ferroviaria per Torino e Venezia, che interrompe la continuità dell’antica via Comasina tra l’attuale corso Como, a sud della ferrovia, e via Borsieri, attorno al quale si sviluppa l’intera zona. Da allora questo singolare isolamento ha consentito al quartiere di mantenere una specifica identità, favorita da un mix funzionale di residenza e bottega, che insieme alla diffusione di associazioni culturali, locali e ambienti di ritrovo lo rendono uno delle zone più vivaci di Milano.
All’interno del quartiere, formato perlopiù da case a corte con tradizionali ballatoi, si distinguono numerosi palazzi liberty e alcuni interessanti edifici del razionalismo milanese come le case Ghiringhelli, Toninello e Rustici-Comolli, costruite negli anni Trenta da Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni. In piazzale Lagosta sorge una delle più eleganti case popolari della città (1924-25): all’interno del cortile, sul sito dell’antico cimitero della Mojazza, è situata una lapide che ricorda la piccola tomba nei pressi di una fossa comune in cui venne sepolto il poeta Giuseppe Parini.
La nuova riconfigurazione dell’area Garibaldi-Repubblica, attraverso un vasto sistema di spazi verdi e aree pedonali, ha integrato definitivamente l’Isola al resto della città.

Porta Garibaldi e la movida
Punto di accesso settentrionale alla città, la porta sorge al centro di piazza XXV Aprile ed è stata realizzata dall’architetto Giacomo Moraglia tra il 1826 e il 1828. L’attuale arco neoclassico, dedicato in origine a Francesco I d’Austria per commemorare la sua visita a Milano nel 1825, è stato successivamente intitolato a Giuseppe Garibaldi per la vittoria conseguita a San Fermo (1859) contro gli Austriaci. L’asse che comprende corso Garibaldi, piazza XXV Aprile e il breve corso Como ha visto negli anni l'apertura di numerosi locali e si è affermato ormai come uno dei centri della movida milanese.

Il nuovo quartiere Porta Nuova: la Milano contemporanea
Avviato nel 2009, il piano di riqualificazione urbana ha riguardato l’area compresa tra Porta Garibaldi, il quartiere Isola e l’ex scalo ferroviario di Porta Nuova, detto anche “delle Varesine” perché capolinea per i treni provenienti da Novara, Gallarate e Varese, dismesso all’inizio degli anni 60 e sostituito dell’attuale stazione di Porta Garibaldi. Il progetto – che ha coinvolto un pool di architetti di fama internazionale – ha ridisegnato l’area prevedendo un complesso di edifici con varie funzioni: terziaria, commerciale e residenziale. Unisce le diverse zone un sistema pedonale composto da aree verdi, piazze, ponti e piste ciclabili. Tra gli edifici più significativi, il complesso delle torri che si affacciano su piazza Gae Aulenti – tra cui quella che ospita gli uffici Unicredit, la più alta d’Italia –, la Torre Diamante tra viale della Liberazione e via Galilei, e il Bosco Verticale, due torri residenziali con terrazzi piantumati che sorgono nel quartiere Isola tra via De Castillia e via Confalonieri.

Palazzo Lombardia
Il grande complesso, sede della Regione Lombardia, è uno degli interventi più rilevanti della riqualificazione urbanistica dell’area Garibaldi-Repubblica. Il progetto, realizzato tra il 2007 e il 2010, ha dato vita a un vero e proprio “pezzo di città” costituito da una torre di circa 161 m. e da quattro edifici più bassi ad andamento curvilineo. I corpi bassi, ispirati ai crinali lombardi, generano un articolato sistema di spazi pubblici tra i quali si distingue la centrale Piazza Città di Lombardia. L’intero complesso ospita non solo gli uffici regionali ma anche spazi espositivi e commerciali, sale per riunioni e convegni, biblioteche e archivi, giardini, un auditorium e altri ambienti direttamente fruibili dai cittadini.

Cimitero Monumentale, un museo a cielo aperto
A ovest rispetto al nuovo quartiere di Porta Nuova, provenendo da via Ceresio, si trova il Cimitero Monumentale, un vero e proprio museo a cielo aperto. Costruito da Carlo Maciachini tra il 1863 e il 1866, unisce il culto dei defunti con le esigenze celebrative dell’Italia post-unitaria. Caratterizzato da fasce in pietra e marmi bicromi, è un’originale testimonianza di architettura eclettica. L’impianto generale è costituito da un recinto con due gallerie laterali esterne che si uniscono al centro nel monumentale corpo d’ingresso, il Famedio o pantheon cittadino. All’interno di questo spazio sono presenti sepolcri, statue e lapidi dei milanesi illustri, mentre sotto la cupola ottagonale è posto il monumento sepolcrale di Alessandro Manzoni. Lungo il percorso principale che attraversa il cimitero si trovano l’Ossario e il Tempio Crematorio. Tombe, edicole funerarie e sculture costituiscono uno straordinario repertorio di storia artistica dal tardo Ottocento alla contemporaneità. Ospita eventi e manifestazioni ed è possibile visitarlo con tour guidati.

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