Oltrepo pavese: tra bellezze naturali, cibo e vini
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Oltrepò Pavese

La riva del Po, la pianura padana, le colline e la montagna: l’Oltrepò pavese offre in un’unica zona una vasta gamma di paesaggi da scoprire con un turismo all’aria aperta, concedendosi qualche sosta per gustare cibi e vini tipici della zona.

La parte pianeggiante è tutta da esplorare, lungo le acque del Po in bicicletta, o a piedi in mezzo alle numerose coltivazioni, tipiche della pianura lombarda. A caratterizzare l’Oltrepò pavese sono le colline, una suggestiva terrazza panoramica sul fiume, e le sue sponde che costituiscono una realtà unica con ben 16 mila ettari di vigneti da cui provengono ottimi vini bianchi e rossi. Tra le viti e i pendii, si nascondono incantevoli borghi antichi. Più in alto, sovrastano le colline le zone montuose come la Valle Staffora e la Val Tidone e alcune vette che raggiungono i 1600 metri di altezza.

Qualche curiosità: tra le specialità enogastronomiche della zona, oltre ai vini delle colline, merita un assaggio il noto Salame di Varzi, che ha origini antichissime ed è oggi rinomato tra i migliori prodotti alimentari d’Italia.

Natura e paesaggio ma anche storia e cultura: da non perdere nella zona dell’Oltrepò Pavese la città di Voghera con il suo castello visconteo, le chiese, i borghi di Broni e Stradella, la medievale Varzi e gli edifici sacri come l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, edificato nel 1073 sull’Appennino vogherese (a 687 m di altitudine), dove si pensa abbiano soggiornato Federico Barbarossa e il re Edoardo II d’Inghilterra.
Una tradizione, da molti ritenuta priva di fondamento, racconta di come il re inglese sia morto e sia stato sepolto in questo luogo. E’ visibile ancora oggi nell’eremo una tomba scavata nella roccia, ora vuota, ritenuta luogo originale di sepoltura del sovrano. Il mausoleo ufficiale del re, fatto costruire dal figlio Edoardo III, è custodito nell’abbazia di Gloucester.
Certa è invece la visita del principe Filippo di Edimburgo, subito dopo la seconda guerra mondiale.

L’autentico tesoro artistico dell’eremo sono i numerosi affreschi, fatti eseguire nel 1484 dal Cardinale Nicolò Fieschi.

L’eremo è meta di pellegrinaggio e richieste di grazie, scritte dai fedeli e lasciate su un vassoio nella cameretta di Frate “Ave Maria” (al secolo Cesare Pisano, un eremita cieco (che deve il suo appellativo da Don Orione) che visse in preghiera e morì, in odore di santità, il 21 gennaio 1964.
   
Da non perdere il piccolo comune di Santa Maria della Versa nella valle del torrente Versa, divenuto famoso per la straordinaria qualità dei suoi vini, soprattutto bianchi, fermi e spumanti.
Da non saltare inoltre una visita a Soriasco, il centro più antico e precedente capoluogo comunale. Attualmente Soriasco è sede di alcuni deliziosi agriturismi e “Bed & Breakfast”, dove si possono degustare le specialità del luogo (dai salumi, ai formaggi, al miele e magari abbinarvi anche conversazioni culturali – come nel B&B adiacente alla suggestiva torre medievale del Borgo murato di Soriasco – con  un’immersione nella storia locale: Soriasco,  infatti, è noto fin dal IX secolo, quando, in base a donazioni imperiali, apparteneva all'abbazia di San Colombano di Bobbio. Nel 1164 l'imperatore Federico I lo sottopose al dominio della città di Pavia.

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