Una retrospettiva dedicata a Carla Maria Maggi (Milano 1913-2004), artista di talento dal destino singolare, riscoperta grazie ad una mostra al National Museum of Women in the Arts di Washington. La mostra analizza il suo percorso espressivo e indaga le varie declinazioni del ritratto nei principali artisti che lavorano a Milano degli anni Trenta.
Carla Maria Maggi, allieva negli anni Trenta di Giuseppe Palanti, aveva smesso di dipingere intorno al 1940, forse per dedicarsi alla famiglia, e da allora le sue tele erano state dimenticate. La mostra ripercorre tutta la sua vicenda artistica, attraverso i suoi esiti maggiori, come "La sigaretta" (che suscitò vasti consensi quando venne esposta alla Permanente nel 1934), gli intensi ritratti (tra cui Manù, 1936 e Autoritratto, 1937) e i suggestivi nudi. La seconda sezione della mostra indaga invece le diverse declinazioni del ritratto operate dagli esponenti dei principali movimenti artistici presenti a Milano in quel periodo. Si va dal ritratto dagli accenti classici dei maestri del Novecento Italiano (Funi, Ritratto di Marta Pallini, 1940) a quelli altrettanto classici degli Italiens de Paris attivi nel decennio a Milano (Savinio, Ritratto di Carrieri, 1934; De Chirico, Ritratto di Isa, 1940), da quelli straniati e onirici dei protagonisti del realismo magico (Usellini, Ritratto dell’architetto Maiocchi, 1930) ai ritratti lirici dei chiaristi Del Bon, De Rocchi e Lilloni per finire a quelli più drammatici degli espressionisti di Corrente (Cassinari, Ritratto di Ernesto Treccani, 1940).